ANNO 16 n° 282
Vetralla, piano regolatore, la minoranza: «Ora servono risposte, risorse e tempi certi»
Intervento dopo il confronto in Consiglio comunale sull’iter urbanistico. Nel mirino anche le scelte dell’amministrazione su risorse e personale degli uffici

VETRALLA – «Oltre le polemiche, Vetralla ha bisogno di risposte e di un percorso da completare». È questa la posizione espressa dai consiglieri di minoranza Aquilani, Celata, Palombi, Pasquinelli e Santucci al termine del confronto in Consiglio comunale sulla pianificazione urbanistica e sul futuro del nuovo strumento urbanistico.

Secondo l’opposizione, il dibattito avrebbe dovuto concentrarsi soprattutto sui passaggi ancora necessari per completare l’iter e sugli impegni che l’amministrazione intende assumere per arrivare all’approvazione definitiva. «Nelle risposte ai nostri interventi – sostengono i consiglieri – una parte rilevante del dibattito è stata invece dedicata alla distinzione tra Piano Regolatore e Variante e alle contestazioni rivolte alla precedente amministrazione».

Per la minoranza, la questione della definizione tecnica dello strumento non dovrebbe però distogliere l’attenzione dalla sostanza del percorso. «La classificazione formale va naturalmente rispettata – spiegano – ma una variante generale che ripensa complessivamente l’assetto della città ha una portata ben diversa da un semplice adeguamento normativo».

I consiglieri rivendicano inoltre il carattere partecipato del percorso, sottolineando come nel corso dell’iter siano state raccolte e accolte numerose proposte e osservazioni provenienti dai cittadini. «È soprattutto questo valore che chiediamo venga riconosciuto e portato avanti», affermano.

Nel comunicato viene quindi ricostruita la cronologia dell’iter, dal documento di scoping del 23 luglio 2021 fino al parere motivato VAS del 13 marzo 2026. Un percorso che, secondo la minoranza, si è sviluppato nell’arco di quasi cinque anni e che avrebbe evidenziato la necessità di una fase tecnica di copianificazione con la Regione.

Proprio il rapporto con la Regione viene indicato dall’opposizione come uno degli aspetti sui quali sarebbe necessario intervenire. I consiglieri sostengono che le questioni da affrontare fossero già emerse durante gli incontri tecnici e attraverso successive richieste di integrazione, fino a un sollecito di risposta nel 2025.

«A questo punto – affermano – il tema centrale non può essere riaprire una contrapposizione sul passato. Il tema è capire cosa bisogna fare adesso per portare a compimento il percorso».

Nel mirino della minoranza finisce anche l’attribuzione dei ritardi alla precedente amministrazione Coppari. Secondo i consiglieri, richiamare le responsabilità della precedente amministrazione rischierebbe di spostare l’attenzione dagli impegni che oggi spettano all’amministrazione guidata da Sandrino Aquilani, chiamata, a loro giudizio, a seguire il percorso già avviato e a portare a conclusione lo strumento urbanistico.

L’opposizione richiama inoltre il fatto che il nuovo strumento, adottato nel 2020, sarebbe stato votato anche dall’attuale sindaco. Da qui la richiesta di completare l'iter, adeguando il piano alle osservazioni emerse nel confronto con la Regione.

Una parte del comunicato riguarda infine le risorse a disposizione degli uffici e le scelte dell’amministrazione. I consiglieri pongono una domanda politica sulla dotazione di personale necessaria a seguire un iter già avviato e chiamano in causa anche l’assessore all’Urbanistica Gidari e il consigliere regionale Zelli, chiedendo quale linea intenda seguire l’amministrazione e quali iniziative siano state assunte finora.

«Quale linea vuole seguire questa amministrazione? Quella del sindaco Aquilani, che nel 2020 votò l’adozione del piano, oppure quella dell’assessore all’Urbanistica Gidari? E il consigliere regionale Zelli cosa ha fatto finora e cosa intende fare?», chiedono i consiglieri di minoranza.

La richiesta conclusiva è quindi quella di garantire continuità, risorse e tempi certi per arrivare alla conclusione dell’iter. «Abbiamo già perso fin troppo tempo», concludono Aquilani, Celata, Palombi, Pasquinelli e Santucci.




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