ANNO 16 n° 78
Tuscia 'Green' solo a parole? Il paradosso dei Comuni Plastic Free nel Lazio
Mentre otto comuni della regione sventolano la bandiera dell’impegno ambientale, la provincia di Viterbo resta a secco

di SDA

VITERBO - Il Lazio accelera sulla sostenibilità, ma la Tuscia resta ai box. L’annuncio dei nuovi Comuni Plastic Free, il prestigioso riconoscimento conferito dall’omonima associazione Onlus alle amministrazioni più virtuose d’Italia, ha delineato una geografia del cambiamento che vede il Viterbese come una grande 'macchia bianca' sulla mappa regionale.

Su 8 comuni laziali premiati per il loro impegno concreto contro l’inquinamento da plastica, nessuno batte bandiera viterbese. Un dato che stride con l'immagine di 'cuore verde d'Italia' che il territorio promuove con orgoglio.

Le realtà premiate nel Lazio spaziano dal litorale romano alle province del sud, dimostrando che la transizione ecologica non è una questione di dimensioni, ma di volontà politica. Vedere centri come Sperlonga, Fondi o Maenza (storicamente attivi su questo fronte) riconfermare il proprio impegno mette in luce, per contrasto, l’immobilismo dei 60 comuni della Tuscia.

Il riconoscimento Plastic Free non è una semplice etichetta di cortesia. Viene assegnato sulla base di cinque criteri rigorosi:

 

Contrasto agli abbandoni illeciti.

Sensibilizzazione nelle scuole.

Collaborazione con i referenti locali della Onlus.

Gestione virtuosa dei rifiuti.

Ordinanze per limitare l'uso della plastica usa e getta.

 

L’assenza della provincia di Viterbo suggerisce che, nonostante le bellezze naturali come la Riserva del Lago di Vico o la Valle dei Calanchi, manchi ancora una traduzione burocratica e normativa di questo patrimonio. Non basta 'essere' un territorio naturale; occorre proteggerlo con atti amministrativi certi.

In un’epoca in cui il turismo sostenibile è il settore a più rapida crescita, la bandiera Plastic Free funge da certificazione di qualità per i viaggiatori, specialmente quelli stranieri. Per i comuni che si affacciano sui laghi di Bolsena e Vico, questo riconoscimento avrebbe potuto rappresentare un volano economico formidabile.

Il mancato ingresso in questa 'élite ecologica' deve essere letto non come una sconfitta definitiva, ma come uno stimolo. Il territorio viterbese ha le risorse, le associazioni e la sensibilità cittadina per eccellere; ciò che manca, forse, è quel coraggio amministrativo necessario a bandire l'usa e getta e a investire seriamente nella repressione degli illeciti ambientali.




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