ANNO 16 n° 262
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Trent’anni di speranza e vita: ADMO festeggia un traguardo straordinario
Dal 1996, l’Associazione Donatori Midollo Osseo è punto di riferimento per la solidarietà e la ricerca di una seconda opportunità per tanti pazienti

 

VITERBO - Tre decenni di impegno instancabile, di storie di coraggio e, soprattutto, di vite salvate. È questo il bilancio straordinario tracciato in occasione del 30° anniversario di ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), un traguardo che celebra non solo la longevità dell'associazione, ma la forza di una comunità che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte.

Nata con la missione di informare e sensibilizzare i cittadini sull'importanza della donazione di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche, ADMO ha trasformato la cultura della solidarietà in un gesto concreto di speranza. In questi trent'anni, grazie al lavoro quotidiano dei volontari, dei medici e dei donatori, migliaia di pazienti affetti da leucemie e altre malattie del sangue hanno trovato una via verso la guarigione, laddove la compatibilità genetica sembrava un miraggio impossibile.

La forza della comunità e il valore della testimonianza

Il cuore pulsante di ADMO è sempre stato rappresentato dalle testimonianze e dalle storie vere: il racconto di chi ha donato, di chi ha ricevuto e di chi continua ad aspettare. Attraverso incontri nelle scuole, piazze, eventi sportivi e campagne di sensibilizzazione, l'associazione è riuscita a sfatare falsi miti e paure, avvicinando soprattutto i più giovani al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR). Diventare donatori significa compiere un atto d'amore anonimo, gratuito e profondamente trasformativo.

Un ringraziamento speciale per il futuro

Nel corso delle celebrazioni per questo importante anniversario, un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Presidente Paola Massarelli e a tutto il direttivo di ADMO per la dedizione, la visione e il grande lavoro portato avanti all'interno della comunità locale e nazionale. Sotto la loro guida, l'associazione ha continuato a crescere, affrontando nuove sfide e rafforzando la rete di supporto attorno ai malati e alle loro famiglie.

Trent'anni non sono un punto d'arrivo, ma un nuovo inizio. La strada da fare è ancora molta e ogni nuovo iscritto rappresenta una candela accesa nel buio. Perché, come ricorda spesso chi vive questa realtà, un midollo compatibile c'è, ma bisogna cercarlo: insieme, possiamo continuare a fare la differenza.




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