

VITERBO – C’è una formula magica, tanto antica quanto rivoluzionaria, capace di insegnare ai bambini dell’asilo come mettersi nei panni degli altri, controllare l'impulsività e sviluppare abilità fondamentali per la vita di tutti i giorni. Questa formula non si trova su uno schermo o in un'applicazione digitale, ma si muove su sessantaquattro caselle bianche e nere.

Si chiama 'Scacchi a Scuola! Giocare per Crescere', l'innovativo progetto pilota i cui risultati scientifici sono stati presentati ieri, 23 giugno 2026, presso la Cittadella della Salute di Viterbo. L'iniziativa, che ha coinvolto 59 bambini di 4 e 5 anni delle scuole dell’infanzia di Gallese (33 alunni) e Bassano in Teverina (26 alunni), ha dimostrato con dati rigorosi come il gioco degli scacchi possa rappresentare un eccezionale strumento di prevenzione primaria e di potenziamento cognitivo nell'età evolutiva.
Un successo reso possibile grazie alla sinergia territoriale: il progetto è stato infatti fortemente voluto, sostenuto e finanziato dal Lions Club Falerii Veteres di Civita Castellana, che ha scelto di investire risorse concrete sul benessere e sul futuro dei giovanissimi del territorio. A curare la parte clinica e l'attento monitoraggio scientifico è stata l'equipe di professionisti della UOC Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell'Età Evolutiva della ASL di Viterbo, guidata dai dottori Maria Letizia Tossali, Francesca Magostini e Alessandro Capuano, il tutto con i supporto prezioso del maestro di scacchi Maurizio Chiamori, senza il quale non sarebbe stato possibile e divertente allo stesso tempo.
Il percorso, durato cinque mesi (da novembre 2025 a marzo 2026), ha integrato l'insegnamento del gioco all'interno delle ore didattiche curricolari. Ma cosa è successo nella mente dei piccoli scacchisti? I clinici della ASL hanno monitorato i bambini prima (T1) e dopo (T2) l'intervento, utilizzando test standardizzati di livello internazionale. I risultati sono sorprendenti.
La scacchiera è, per eccellenza, uno spazio di relazione. Per fare una mossa, devi necessariamente chiederti: 'Cosa vede il mio avversario? Cosa farà adesso?'. Questa abilità psicologica si chiama Teoria della Mente (ToM) ed è la base dell'empatia e delle competenze sociali.
Prima del progetto (baseline): Solo il 56,9% dei bambini mostrava capacità nella norma per la propria età. Un bambino su quattro (25,9%) si trovava in una fascia di forte debolezza o area clinica.
Dopo il progetto (risultato finale): La percentuale di bambini con una Teoria della Mente perfettamente nella norma è letteralmente decollata, raggiungendo l'81,5%! Le situazioni di grave difficoltà si sono più che dimezzate, scendendo all'11,1%. I bambini che partivano con i punteggi più bassi sono stati quelli che hanno registrato i progressi più marcati.
Giocare a scacchi non è un esercizio astratto. Gli esperti parlano di 'cognizione incarnata': i bambini usano il corpo e l'azione sulla scacchiera gigante per strutturare il pensiero. Questa esperienza si è tradotta in un miglioramento concreto della loro vita quotidiana, misurato attraverso la scala scientifica ABAS-II:
I bambini hanno mostrato miglioramenti significativi nelle competenze prescolari (comprensione di concetti, orientamento, linguaggio).
Sono aumentate le abilità legate alla vita a casa e alla cura delle proprie cose.
Si è registrata una crescita netta nelle dinamiche di gioco condiviso e di rispetto delle regole sociali. La percentuale di bambini che mostravano una fragilità globale del comportamento adattivo è crollata dal 31,5% iniziale a un fisiologico 13,5% alla fine del percorso.
La ricerca della ASL di Viterbo ha voluto indagare anche un aspetto spesso trascurato: quanto influisce l'ambiente domestico nella capacità del bambino di assimilare questi stimoli? Attraverso i questionari sull'Entropia Familiare (QUEFs/p), i clinici hanno analizzato il livello di stabilità, routine e coerenza educativa all'interno delle mura domestiche.
Dall'analisi statistica è emerso che l'organizzazione della famiglia agisce come un potente moderatore. I bambini che provengono da contesti familiari più stabili e con routine chiare sono riusciti a 'tradurre' molto meglio l'esperienza degli scacchi in comportamenti adattivi e autonomie quotidiane nella vita di tutti i giorni. Al contrario, il miglioramento nella Teoria della Mente è stato universale, a dimostrazione che la scacchiera a scuola offre un'opportunità di riscatto sociale ed emotivo straordinaria, indipendentemente dal contesto di provenienza.
Il progetto 'Scacchi a scuola' si inserisce perfettamente nelle moderne direttive sanitarie nazionali e locali (come il DM 77 e il Piano Aziendale di Prevenzione della ASL di Viterbo 2022-2025). L'obiettivo della neuropsichiatria infantile moderna non deve essere solo quello di 'curare' o 'certificare' i disturbi quando si sono ormai manifestati, ma di promuovere il benessere prima della comparsa della patologia (medicina proattiva).
Allenare la mente a 4 e 5 anni attraverso il gioco previene disturbi dell'attenzione, riduce l'impulsività, favorisce l'inclusione di bambini con fragilità neuroevolutive e, in ultima analisi, migliora l'intera comunità scolastica.
L'auspicio dei professionisti della ASL di Viterbo, sostenuto dall'entusiasmo delle amministrazioni comunali di Gallese e Bassano in Teverina e dal corpo docente, è che questo progetto pilota possa diventare stabile nel curriculum scolastico e venire replicato in altri distretti della provincia e della Regione Lazio.
Perché, come amano ricordare gli esperti e gli istruttori di scacchi citando una celebre frase dei maestri del gioco:
«A scacchi non si perde mai: se non si vince, si impara!»