ANNO 16 n° 267
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Romoli cambia volto alla Provincia: Palozzi vice, nuove deleghe e addio all’unità
Il presidente ridisegna gli equilibri di Palazzo Gentili: 'La Provincia come casa dei Comuni, ma qualcuno si è opposto'

VITERBO – Nuovo assetto a Palazzo Gentili, con il presidente della Provincia Alessandro Romoli che ridisegna le deleghe e nomina Maurizio Palozzi vicepresidente.

Una scelta arrivata dopo le elezioni provinciali dello scorso giugno e spiegata dallo stesso Romoli nel corso del Consiglio provinciale. Al centro, l'idea della Provincia come “casa dei Comuni”, un percorso che il presidente avrebbe voluto portare avanti mantenendo un'impostazione unitaria.

“Il tempo trascorso dall'elezione ad oggi mi ha permesso di comprendere le diverse idee riguardo alla Provincia come casa dei Comuni”, ha spiegato Romoli. “Continuare uniti su questo filone poteva rappresentare un percorso virtuoso per proseguire l'amministrazione. Così non è stato, perché si è opposta l'ex Tuscia Tricolore, oggi Casa dei Comuni”.

Si è comunque proseguito con l’assegnazione delle varie deleghe.

 

Palozzi vicepresidente, ecco tutte le deleghe

A Maurizio Palozzi, oltre alla vicepresidenza, vanno Viabilità, Trasporti, Lavori pubblici e Consorzio biblioteche. Alvaro Ricci si occuperà invece di Bilancio e Società partecipate, mentre ad Andrea Di Sorte vengono affidati Ambiente ed Energie rinnovabili.

Pari opportunità e Progettazione europea vanno a Giulia De Santis; Umberto Di Fusco seguirà la promozione della candidatura di Viterbo e della Tuscia a Capitale europea della Cultura 2033, Riserve e Dimensionamento scolastico.

A Simone Brunelli la Formazione professionale, mentre Francesco Ciarlanti avrà Patrimonio, Contenzioso ed Edilizia scolastica. Francesco Sposetti si occuperà invece di Politiche della sicurezza e Polizia provinciale.

Il presidente Alessandro Romoli manterrà infine le deleghe al Personale e al Controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale.

 

Palozzi: “Mettere da parte le bandiere per il territorio”

A commentare la nuova composizione è stato proprio il neo vicepresidente Palozzi: “Ringrazio il presidente per la fiducia che ci ha dato e per le deleghe che ha deciso di affidare a Tuscia Democratica”.

Palozzi ha quindi richiamato il percorso politico iniziato nel 2019: “L'idea era quella di creare nella Provincia la “dimora” dei Comuni, perché ritenevamo che, per il bene del territorio, mettere da parte le proprie bandiere fosse mandatorio. Quando si tratta di fare il bene del territorio siamo pronti a mettere da parte alcune delle nostre convinzion”».

Sulla stessa linea Alvaro Ricci, che ha ringraziato per la responsabilità ricevuta: “Vedrò di mettermi in gioco per essere utile alla comunità. Mi spiace che i colleghi di Fratelli d'Italia abbiano fatto scelte diverse rispetto all'impostazione che loro stessi avevano dato nel primo mandato di presidenz”.

Tra le deleghe affidate a Di Fusco spicca invece quella relativa alla candidatura di Viterbo e della Tuscia a Capitale europea della Cultura 2033. Sul progetto il consigliere ha anticipato: «Dallo sfruttamento del logo al nome, non ci fermeremo».

 

Grancini: “La nostra scelta è coerente dal 2019”

Dal gruppo La Casa dei Comuni è arrivata la replica di Gianluca Grancini, che ha rivendicato la coerenza della posizione assunta: “La nostra scelta è coerente dal 2019”.

Grancini ha poi spostato l'attenzione sulla legge Delrio, che disciplina l'attuale funzionamento delle Province: “Sicuramente non è una legge del centrodestra. Spero che venga tolta, perché anche noi pensiamo sia una legge sbagliata”.

Si apre così una nuova fase per l'amministrazione provinciale, con la distribuzione delle deleghe che definisce gli equilibri sui quali Romoli intende proseguire il mandato a Palazzo Gentili.




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