ANNO 16 n° 229
Reti d’acciaio o telecamere intelligenti per la sicurezza del Ponte Clementino
La Soprintendenza indica al Comune le possibili opzioni di tutela per il monumento storico dopo i recenti e drammatici fatti di cronaca

CIVITA CASTELLANA – Due strade percorribili per fermare la scia di tragedie sul Ponte Clementino, garantendo la tutela dei cittadini senza deturpare il valore storico dell'opera. Da una parte l'installazione di barriere di protezione realizzate con reti in acciaio ad altissima resistenza; dall'altra un sofisticato impianto di videosorveglianza predittiva in grado di analizzare i comportamenti anomali lungo le balconate e allertare in tempo reale i soccorsi.

Sulla scorta delle richieste emerse in Consiglio comunale attraverso un'apposita mozione, l'amministrazione guidata dal sindaco Danilo Corazza ha investito della questione la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura per individuare una via d'uscita condivisa.

Per agevolare il lavoro dei tecnici, gli organi ministeriali hanno segnalato al Comune alcuni modelli già adottati in contesti analoghi per pregio e vincoli paesaggistici.

Il primo riferimento è il celebre Ponte monumentale di Ariccia (Ponte Pio IX), dove la sicurezza è stata incrementata posizionando barriere in tensostruttura e reti d'acciaio. Una scelta che, a giudizio della Soprintendenza, permette di schermare il perimetro mantenendo intatto l'impatto visivo dell'infrastruttura.

Se la struttura del viadotto civitonico non dovesse consentire l'ancoraggio di simili protezione fisiche, l'alternativa è quella impiegata sui viadotti storici di Introd e Avise, in Valle d'Aosta. In quei contesti si è scelto di evitare barriere rigide puntando sulla tecnologia: telecamere termiche e ottiche dotate di intelligenza artificiale monitorano la presenza dei pedoni vicini ai parapetti. Se il sistema rileva soste prolungate o movimenti sospetti, fa scattare istantaneamente una segnalazione alla centrale operativa delle forze dell'ordine per un rapido intervento di prevenzione.

Costruito nel 1709 dall'architetto Filippo Barigioni su impulso di Papa Clemente XI, il ponte attraversa la gola del Rio Maggiore con un'imponente struttura alta 40 metri e lunga 90, rappresentando lo snodo fondamentale tra il centro antico e i quartieri moderni di Civita Castellana.

La scelta definitiva sulla misura da attuare resta ancora aperta. Le ipotesi sul tavolo passeranno ora al vaglio delle commissioni consiliari e dei tecnici dell'ente. «Ringraziamo la Soprintendenza per il supporto – commenta il primo cittadino Corazza – e confermiamo la nostra volontà di collaborare per trovare una soluzione efficace, capace di coniugare la tutela del patrimonio e la pubblica sicurezza. Aggiorneremo la cittadinanza sugli sviluppi».




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