

VITERBO – Curiosi di scoprire se la nostra terra ha passato a pieni voti questa prima parte dell’anno? Per scoprirlo vedremo insieme cosa è emerso dal Rapporto economico dell’Alto Lazio, presentato dalla Camera di Commercio Rieti-Viterbo.

Un’analisi che spazia dall’attività economica al mercato del lavoro, fino ad arrivare a un focus finale sulle società benefit. A introdurre il report è stato il presidente della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, Domenico Merlani:
'Rappresentiamo l'Alto Lazio e, per descriverlo, bisogna partire da lontano. L'Europa nel complesso durante quest'anno sta arrancando molto, mentre l'Italia registra una debole crescita. E per quanto riguarda la nostra regione? Vorrei parlarvi del paradosso del Lazio, una regione trainata dalla Capitale, Roma, che però lascia ben poche risorse alle altre province.'
Come spiegato nel corso della conferenza, il cosiddetto 'paradosso del Lazio' nasce dal fatto che la regione registra mediamente indicatori economici superiori alla media nazionale. Tuttavia, analizzando i dati delle singole province, emerge come sia soprattutto Roma a trainare questi risultati, finendo per mascherare le difficoltà delle altre 4 pronvice. 'La burocrazia fa soffrire tantissimo le nostre aziende e la famosa semplificazione tarda ancora ad arrivare.'
Il rapporto nel dettaglio
Ad entrare nel merito dei dati è stato il segretario generale della Camera di Commercio, Francesco Monzillo.
Il primo indicatore preso in esame riguarda il reddito pro capite. A fronte di una media nazionale pari a circa 33 mila euro e di una media regionale di 39 mila euro, la provincia di Viterbo si ferma a 24 mila euro.
Sul fronte delle imprese, nel primo trimestre del 2026 si registra una contrazione dello 0,26% rispetto al trimestre precedente, un dato definito fisiologico e legato alla chiusura dei bilanci di esercizio.
Analizzando il tessuto produttivo della Tuscia, il comparto più rappresentato resta quello agricolo, che costituisce circa il 30% delle attività economiche provinciali. Seguono il commercio con il 18%, le costruzioni con il 13,4% e il manifatturiero con il 5%, mentre tutte le altre attività rappresentano complessivamente il 33,6%. Il quadro mostra un lento ridimensionamento dei settori più tradizionali a favore di un progressivo sviluppo del terziario.
Dal punto di vista demografico, l'indice di vecchiaia della provincia di Viterbo raggiunge quota 254, ben al di sopra della media regionale (209) e nazionale (216), confermando un processo di invecchiamento della popolazione più marcato rispetto al resto del Paese.
Per quanto riguarda il commercio con l'estero, il valore complessivo dell'export provinciale cresce del 14,1%. A trainare le esportazioni è soprattutto il comparto agricolo, che registra un incremento del 53%, seguito dall'industria alimentare e dal settore della ceramica e porcellana (+3,6%). In controtendenza, invece, il comparto tessile e dell'abbigliamento, che perde il 7,6%. Da solo, il polo ceramico di Civita Castellana rappresenta il 20,6% dell'intero export provinciale.
Segnali generalmente positivi arrivano anche dal mercato del credito, con una crescita degli investimenti. L'unica eccezione riguarda le imprese, che hanno richiesto prestiti in misura leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, registrando un calo dello 0,3%.
Positivo anche il bilancio del turismo. Dopo la flessione dovuta alla pandemia, il numero di arrivi è tornato sui livelli precedenti, superandoli. Dal 2019 ad oggi gli arrivi sono aumentati del 41%, pari a circa 144 mila unità, mentre le presenze hanno fatto registrare una crescita del 25,5%, corrispondente a circa 306 mila pernottamenti in più.
La parte conclusiva del rapporto è stata dedicata alle società benefit, una forma giuridica che affianca agli obiettivi economici anche l'impegno a generare effetti positivi per persone, comunità, territorio e ambiente. In Italia sono oggi oltre 5 mila, impiegano più di 250 mila lavoratori e producono un valore economico complessivo di circa 70 miliardi di euro, con una diffusione prevalente nel settore terziario.

Presenti all'incontro anche il viceprefetto vicario di Viterbo Andrea Nino Caputo, la sindaca Chiara Frontini, il questore Giorgio Di Munno, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e il parlamentare Mauro Rotelli.