ANNO 16 n° 288
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Pomponio: «Reati in calo, ma tre fronti restano aperti»
Nei primi otto mesi il calo medio è del 10%; nell’area di Ronciglione i furti scendono del 25%

CAPRAROLA – Buone notizie sul fronte della sicurezza arrivano dai dati dei primi otto mesi dell’anno: in provincia di Viterbo quasi tutte le tipologie di reato sono in calo, con una diminuzione media del 10%. Ma il quadro positivo non significa che si possa abbassare la guardia. Spaccio di stupefacenti, furti in appartamento e truffe agli anziani restano tre fronti su cui continuare a lavorare.

I numeri sono stati presentati nella Sala Giove di Palazzo Farnese, a Caprarola, durante il terzo incontro di area vasta. A fare il punto sulla situazione è stato per primo il prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio.

 

Reati in calo nel territorio di Ronciglione

Nel territorio della Compagnia dei Carabinieri di Ronciglione il calo dei reati supera il 15%; i furti sono diminuiti del 25% e i danneggiamenti del 13%.

Il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Alfredo Antro, ha riferito che nell’area sono stati registrati 22 furti in meno e che l’unica rapina avvenuta a Ronciglione è stata individuata in poche ore. L’attività di contrasto allo spaccio, secondo i dati illustrati, è aumentata del 60%.

Il prefetto ha affrontato anche il tema dei centri di accoglienza, spiegando che la loro presenza non ha rappresentato una criticità per la sicurezza. Nel corso dell’anno circa 400 persone sono uscite dai centri e le presenze si attesterebbero ora intorno a 450. Anche gli arrivi, ha aggiunto Pomponio, restano ampiamente sotto la media nazionale.

 

Spaccio e truffe, le priorità

La diminuzione dei reati, però, non esaurisce il quadro. Tra le questioni che restano più delicate c’è lo spaccio, che trova nelle vaste aree boschive del territorio un contesto, purtroppo, in cui è ampiamente possibile il proliferare di questo reato. Ci sono poi i furti nelle abitazioni e le truffe agli anziani: fenomeni che continuano a richiedere attenzione, anche se i dati mostrano un andamento decrescente.

Sul tema è intervenuto anche il questore Giorgio Di Munno, richiamando la necessità di affiancare alla repressione un lavoro di prevenzione. Il mercato degli stupefacenti, ha spiegato, dipende sia dall’offerta sia dalla domanda: per questo la collaborazione con i sindaci è importante anche per affrontare il problema alla radice.

 

Il nodo delle violenze in famiglia

C’è infine la questione delle violenze in ambito familiare. In alcuni comuni i casi riconducibili al codice rosso risultano in aumento. Per Di Munno, episodi che avvengono proprio nei luoghi in cui ci si dovrebbe sentire più al sicuro richiedono di capire meglio il fenomeno e individuare interventi capaci di prevenirne l’escalation.

All’incontro, aperto dal direttore delle Ville Monumentali della Tuscia Alessandro Mascherucci, è intervenuto per la Guardia di Finanza Marco Turchetti, comandante del Gruppo di Viterbo. Era presente anche un rappresentante dei Carabinieri forestali.




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