ANNO 16 n° 91
Polizia locale di Viterbo tra carenze strutturali e turni obsoleti
Spogliatoi inadeguati, centrale operativa vecchia e personale ridotto mettono a rischio sicurezza e dignitą degli agenti

VITERBO – Quello che dovrebbe rappresentare un modello di sicurezza per la città oggi si trova bloccato da logiche organizzative obsolete e da carenze strutturali che mettono a rischio anche la dignità dei lavoratori. Tra le criticità più urgenti che necessitano di intervento immediato si segnalano:

Vigilanza sul territorio: L’organizzazione attuale non rispecchia più la realtà della città. Il centro storico è ormai svuotato, mentre il commercio e il traffico si concentrano nelle periferie e nei grandi centri commerciali. Le pattuglie dedicate al pronto intervento e alla sicurezza stradale fuori dal centro storico risultano insufficienti, con tempi di intervento prolungati e presenza limitata nelle zone più a rischio. Nel frattempo, le tre pattuglie rimaste in centro storico non garantiscono una prevenzione efficace. Nonostante i nuovi turni, nulla è cambiato rispetto alla metodologia degli anni ’90. Attività non istituzionali: La polizia locale è spesso distolta da compiti amministrativi (rilascio abbonamenti parcheggi, segnaletica, ordinanze, controlli ascensori), riducendo il personale operativo sul territorio e compromettendo la visibilità e l’efficacia dei servizi. Per garantire una copertura minima, diventa indispensabile l’impegno a orario pieno di tutto il personale, poiché i turni ridotti aggravano ulteriormente una carenza organica già critica.

Gestione del personale e sicurezza: La programmazione dei turni presenta continue criticità. In occasione di una manifestazione, alcuni agenti hanno lavorato 11 ore e 30 minuti con solo 5 ore di riposo tra i due turni, quando la normativa prevede 11 ore consecutive di recupero. Operare in tali condizioni, anche senza essere armati, rappresenta un rischio grave per gli agenti e i colleghi. Serve uniformità nelle dotazioni e il rilascio dei tesserini di riconoscimento con numero di matricola a chi ne è sprovvisto.

Tecnologia e logistica: Le radio non hanno spazi adeguati per ricarica e stoccaggio, costringendo i lavoratori a gestirle a casa o in spazi improvvisati. La centrale operativa, cuore del comando, è gestita da un solo operatore; in sua assenza si ricorre a turni di due ore tra vari dipendenti, creando disorganizzazione e rendendo difficile il coordinamento delle pattuglie.

Sicurezza informatica: L’unico computer disponibile per il nucleo operativo mobile è condiviso da più operatori con un’utenza generica, esponendo sia il comando che i singoli agenti a rischi di errori, cancellazioni o accessi non autorizzati. Utenze personali e dedicate sono necessarie per garantire responsabilità e protezione dei dati.

Spogliatoi: I locali di via Monte Cervino sono inadeguati e non rispettano le normative sulla sicurezza sul lavoro. Armadietti vecchi e insufficienti e condizioni igieniche scadenti hanno portato alla richiesta, inoltrata il 21 marzo, di sopralluogo e verifica alla Asl di Viterbo.

 

È evidente che il corpo operativo sta lavorando in condizioni di emergenza permanente. Gli interventi necessari comprendono:

-Adeguamento dei locali, degli spogliatoi e degli standard igienici secondo legge;

-Aggiornamento tecnologico della centrale operativa, delle radio e dei computer;

-Riforma dei turni che tenga conto della nuova geografia urbana e delle reali esigenze dei servizi.

 

La sicurezza dei cittadini di Viterbo dipende direttamente dall’efficienza e dalla tutela dei lavoratori che la garantiscono ogni giorno.




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