ANNO 16 n° 305
Montalto di Castro, stop al fotovoltaico da 77,69 Mw. il Governo boccia il progetto
Il Comitato No Wild Fer accoglie con favore il giudizio negativo di compatibilitą ambientale espresso dal Consiglio dei ministri su sei impianti nella Tuscia

MONTALTO DI CASTRO - Una notizia importante per il nostro territorio e per tutti coloro che da anni chiedono una transizione energetica rispettosa dell'ambiente, dell'agricoltura e del paesaggio. Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale su sei progetti di impianti eolici, fotovoltaici e agrivoltaici nella Tuscia.

𝐓𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐜'𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐐𝐮𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞, 𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐚 𝟕𝟕,𝟔𝟗 𝐌𝐖 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨. La motivazione del Governo è particolarmente significativa: nella valutazione degli interessi pubblici coinvolti, 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.

'È esattamente il principio che il Comitato No Wild FER Montalto e Pescia sostiene da tempo. Non siamo contrari alle energie rinnovabili. Siamo contrari alla loro proliferazione indiscriminata, alla concentrazione di impianti su territori già gravati da infrastrutture energetiche, al consumo di suolo agricolo e all'assenza di una pianificazione complessiva. La transizione energetica non può essere realizzata sacrificando proprio quei territori che dovrebbe contribuire a proteggere'.

“𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐨 𝐚 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞. 𝐄 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚. Naturalmente non significa che la battaglia sia conclusa. Restano numerosi procedimenti e progetti che interessano Montalto di Castro, Pescia Romana e l'intera Tuscia”.

'Chiediamo che questo orientamento venga accompagnato da una valutazione degli impatti cumulativi, da una ricognizione degli impianti esistenti e autorizzati e da una pianificazione che impedisca l'ulteriore saturazione del territorio. È necessario privilegiare le superfici industriali, le coperture degli edifici e le aree già compromesse, evitando di sottrarre indiscriminatamente terreni alla produzione agricola'.

“𝐋𝐚 𝐓𝐮𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐢𝐥𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐞. Continueremo a vigilare su ogni procedimento, perché difendere il territorio significa difendere il lavoro agricolo, il paesaggio, la biodiversità e il futuro delle comunità che lo abitano'.

 

𝐍o wild Fer Montalto e Pescia

Cristina Volpe Rinonapoli




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