ANNO 16 n° 305
Medici di famiglia a Vetralla: ĢIl Comune abbia il coraggio di difendere i cittadini, anche contro le decisioni della Regioneģ
Progetto Civico Italia dopo il consiglio comunale straordinario del 31 ottobre: servono programmazione, continuitā delle cure e iniziative concrete

VETRALLA – Dal consiglio comunale straordinario di ieri sono emersi elementi che destano forte preoccupazione per il presente e per il futuro dell’assistenza sanitaria a Vetralla.

Progetto Civico Italia – Comitato di Vetralla desidera anzitutto ringraziare il dottor Matteini della ASL, che ha risposto puntualmente alle domande dei presenti, senza sottrarsi al confronto e senza essere evasivo. Una disponibilità della quale intendiamo dargli pubblicamente merito.

La chiarezza delle risposte, tuttavia, non rende meno preoccupante il quadro emerso. La ASL opera all’interno di regole stabilite dallo Stato e dalla Regione: proprio per questo occorre distinguere le responsabilità organizzative dalle scelte normative e politiche che condizionano l’assistenza sul territorio.

Non serve alimentare la paura. Serve guardare i fatti e assumersi le proprie responsabilità.

Il primo problema riguarda la capacità di prevenire le carenze assistenziali. Dal confronto non è emersa l’esistenza di un sistema di comunicazione e monitoraggio sufficientemente efficace e continuativo coi medici di famiglia, capace di intercettare tempestivamente cessazioni, rinunce e decisioni che lasciano temporaneamente senza assistenza completa i cittadini vetrallesi. Le istituzioni sono apparse rincorrere l’emergenza, anziché anticiparla con una programmazione adeguata. Le conseguenze ricadono già oggi sull’effettività del diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione.

Il secondo problema è la sostenibilità della soluzione provvisoria. L’aumento del massimale da 1.500 a 1.800 assistiti per medico, proposto dalla ASL e illustrato durante la seduta, può offrire una risposta immediata, ma scarica sui professionisti già operanti un ulteriore carico di lavoro. Non è stata chiarita una prospettiva temporale certa per il superamento di questa misura, tanto in anno in corso quanto per il futuro. Ancora oggi non è dato sapere, a 30 giorni di distanza, cosa accadrà quando anche un ulteriore medico di famiglia cesserà l’impiego a Vetralla il prossimo 30 novembre. Aumentare il numero dei pazienti affidati a ciascun medico non equivale ad aumentare il tempo e le risorse disponibili per curarli. Equivale per contro ad appesantire un sistema allo stremo.

Il terzo problema riguarda gli effetti della riorganizzazione regionale. Il nuovo assetto introdotto dall’Accordo integrativo regionale approvato con la delibera di giunta regionale del Lazio n. 610 del 23 luglio 2026 rischia, nella situazione concreta di Vetralla, di aggravare le difficoltà che hanno condotto al quadro attuale. Per quanto illustrato in consiglio, i pochi medici presenti a Vetralla, in forza di questa delibera, sono chiamati a distribuire la propria attività tra più sedi e più compiti, fuori dal territorio comunale. Non si è compreso quindi come questa nuova organizzazione, voluta dalla Regione, possa garantire una maggiore presenza medica sul nostro territorio, già in sofferenza. Anzi, è evidente che la DGR 610 aggrava il quadro di inefficienze denunciate ieri. Anche i medici hanno poi limiti, vite e famiglie: la tenuta del servizio non può dipendere dal loro sovraccarico permanente.

A tutto questo si aggiunge quanto emerso sulla Casa della Salute: dal confronto di ieri risulta che a Vetralla non verrà realizzata, contrariamente alle rassicurazioni finora offerte dalla maggioranza consiliare. Su questo punto i cittadini hanno diritto a una spiegazione pubblica e documentata.

Di fronte a questo quadro, Progetto Civico Italia formula tre richieste precise, quantomeno per affrontare l’emergenza attuale.

Alla Regione Lazio chiediamo di sospendere l’efficacia della DGR 610. La sua esecuzione pregiudica il pieno godimento del diritto alla salute nel comune di Vetralla, come dimostrato dagli interventi dei medici in aula.

Alla ASL chiediamo di mettere in campo ogni misura disponibile per garantire cure dignitose e continuità assistenziale a tutti i cittadini, con particolare attenzione ad anziani, persone fragili e malati cronici. Chiediamo inoltre un confronto stabile con i medici di famiglia e con la cittadinanza, un monitoraggio tempestivo delle possibili scoperture e una programmazione che impedisca il ripetersi di questa emergenza.

Al Comune di Vetralla chiediamo infine un atto di coraggio politico: promuova al più presto un ricorso straordinario al Presidente del Consiglio di Stato contro la DGR n. 610/2026, contestando le disposizioni regionali che compromettono l’assistenza locale e l’eventuale insufficiente valutazione delle condizioni concrete del territorio vetrallese. Il Comune deve pretendere che gli obblighi organizzativi imposti ai medici siano compatibili con la necessità di assicurare ai cittadini vetrallesi un’assistenza effettiva, accessibile e continuativa, soprattutto in questa fase emergenziale. La DGR 610 mette invece a repentaglio l'assistenza territoriale a Vetralla, come spiegato perfettamente dai cittadini e dai medici che hanno preso parola ieri in consiglio.

Il Comune di Viterbo e la Provincia di Viterbo, in un caso che presenta molte analogie con il presente, hanno dimostrato, impugnando di fronte alla magistratura gli atti regionali sul dimensionamento scolastico e ottenendo pronunce favorevoli, che le decisioni della Regione possono e devono essere contestate quando presentano vizi palesi e sacrificano le esigenze delle persone e dei territori deboli, in violazione di diritti fondamentali.

Lo stesso coraggio lo abbia oggi il Comune di Vetralla. Difenda i propri cittadini in tutte le sedi. Faccia prevalere il diritto alla salute sulle appartenenze politiche e sulle ragioni di bandiera. Se il Comune non agirà, vi sarà chi assumerà l’iniziativa, nelle forme sostitutive consentite dall’ordinamento, per tutelare i diritti dei cittadini.

 

Gabriele Sabato, Progetto Civico Italia - Comitato di Vetralla




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