

MONTALTO DI CASTRO – Un pellegrinaggio sul mare per affidare alla Vergine Maria i marittimi, le comunità costiere, i turisti e la salvaguardia del creato. Sabato 11 luglio, alla vigilia della Domenica del Mare, torna la processione mariana 'Maria, Stella del Mare', promossa dalle diocesi di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia.
Giunta alla sua terza edizione, l'iniziativa vedrà un'imbarcazione trasportare un'immagine della Madonna lungo il litorale settentrionale del Lazio, da Fiumicino fino a Pescia Romana, nel territorio di Montalto di Castro, attraversando oltre 120 chilometri di costa.
A guidare il momento di preghiera sarà il vescovo Gianrico Ruzza, che accompagnerà il pellegrinaggio via mare sostando davanti alle principali spiagge e località balneari del litorale. In ogni tappa, mentre l'imbarcazione resterà al largo, fedeli, comunità parrocchiali, gruppi ecclesiali e volontari si ritroveranno sulla battigia per partecipare ai momenti di riflessione e preghiera.
Grazie a un sistema di amplificazione, il vescovo potrà rivolgere un messaggio direttamente dalla barca. La liturgia proposta durante le soste prevede la proclamazione del Vangelo delle Nozze di Cana, accompagnata da intenzioni di preghiera dedicate ai lavoratori del mare, ai turisti e alla tutela dell'ambiente marino, concludendosi ogni volta con la lettura di una preghiera di San Giovanni Paolo II.
L'iniziativa è organizzata dai servizi di Apostolato del Mare delle due diocesi, guidati da don Eduardo Juarez per Porto-Santa Rufina e dal diacono Fabrizio Giannini per Civitavecchia-Tarquinia, in collaborazione con la Capitaneria di Porto. L'obiettivo è portare un segno concreto di vicinanza spirituale a quanti vivono e lavorano lungo la costa, favorendo l'incontro tra la Chiesa e il mondo del mare.
«La processione sul mare vuole offrire un segno di vicinanza alle comunità costiere, ai lavoratori del mare e ai tanti turisti presenti sul litorale, affidando a Maria, invocata come Stella del Mare, la vita delle persone, il lavoro dei marittimi e la salvaguardia dell'ambiente marino», spiega il vescovo Gianrico Ruzza.
«Abbiamo scelto il racconto delle Nozze di Cana – aggiunge – per esprimere la vocazione missionaria che le nostre diocesi stanno approfondendo. Essere missionari significa abitare il mondo con lo sguardo del Vangelo, condividendo speranze, domande e fatiche delle persone. È una responsabilità che si traduce nell'impegno quotidiano di testimoniare la speranza con semplicità e autenticità».