ANNO 16 n° 265
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L’agricoltura invade Prato Giardino: 60 stand per “Coltivare Futuro”
Tre giorni tra prodotti locali, street food e incontri. Frontini: 'Dalla terra i nostri valori identitari'

VITERBO – Tre giorni per riportare al centro la terra, chi la lavora e ciò che produce. Nasce “Coltivare Futuro”, la manifestazione che dal 25 al 27 settembre unirà agricoltura, sostenibilità, prodotti locali e politiche del cibo, attraverso una sinergia che vedrà fare fronte comune l’Università degli Studi della Tuscia. Il Comune di Viterbo e le associazioni di categoria.

“Il rapporto con la terra permette di trasmettere valori identitari che provengono dalla nostra culla”, ha introdotto la sindaca, Chiara Frontini. “Sarà una tre giorni dalle diverse sfaccettature, con un programma che spazia dalla sostenibilità al sostegno dei prodotti tipici locali, fino alla lotta allo spreco alimentare. Il partenariato e la sinergia sociale la faranno da padrona”.

 

Una rete per l'agricoltura viterbese

In merito alla sua delega l'assessora Patrizia Notaristefano: “Questo è il primo passo di un progetto molto più ampio che riguarda l'agricoltura. Abbiamo gettato le basi insieme alle realtà presenti nel mondo agricolo viterbese”.

Quattro le associazioni coinvolte: Cia, Coldiretti, Slow Food e Confagricoltura. “Creare una rete anche in ambito agricolo è fondamentale per prosperare e farci conoscere al di fuori della nostra regione. Le eccellenze del territorio vanno supportate e fatte conoscere”.

Spazio anche al tema dello spreco alimentare, con un incontro in programma domenica pomeriggio dedicato al lavoro portato avanti negli ultimi tre anni dalla filiera solidale del cibo.

 

Sessanta stand a Prato Giardino

Ad entrare nel vivo del programma è stato il consigliere Marco Nunzi. Dopo l'apertura di venerdì nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, per sabato e domenica ci si sposterà a Prato Giardino, dove saranno allestiti circa 60 stand, insieme a un'area food e a diversi laboratori.

“Questa prima edizione rappresenta l'inizio di una visione. La chiave è condividere e coltivare le nostre eccellenze”, ha spiegato Nunzi. Sabato sera spazio anche alla musica con due tribute band dedicate agli 883 e ai Beatles, mentre domenica proseguiranno esposizione e vendita dei prodotti fino alla chiusura della manifestazione.

 

“Accorciare la distanza tra agricoltori e cittadini”

Proprio il rapporto tra chi produce e chi consuma sarà uno dei temi centrali della tre giorni.

“Il cittadino spesso non ha idea di quale sia realmente il lavoro dell'agricoltore, specialmente in una provincia a forte vocazione agricola come la nostra”, ha spiegato Bettina Sabatini, presidente di Confagricoltura. “È necessario coltivare futuro perché questo territorio possa rimanere ricco e attrattivo. Parleremo anche di sicurezza alimentare, di cibo a chilometro zero e di cosa significhi coltivare rispettando il territorio”.

Sulla stessa linea anche Daniele Montanarini “Sabato porteremo gli agricoltori sul palco per raccontare le proprie esperienze. Abbiamo prodotti di qualità e questa caratteristica deriva proprio dal lavoro dei nostri agricoltori”.

Per Luigi Pagliaro, presidente di Slow Food, il valore della manifestazione sta soprattutto nel percorso intrapreso: “Sono contento che anche a Viterbo si parli di Food Policy. Significa parlare di uso del suolo, consumo consapevole, lotta allo spreco e caporalato. Il mercato sarà un'occasione per avvicinare ancora di più produttori e consumatori e salvaguardare una parte della nostra identità”.

Anche Andrea Marconi, direttore di Coldiretti Viterbo, sottolinea il valore della filiera corta: “Dietro ogni produttore ci sono una storia e una famiglia”. Durante la manifestazione saranno organizzate attività rivolte anche ai bambini e un incontro dedicato al rapporto tra cibo, salute, prevenzione e trasparenza. “Serve essere consapevoli di quello che mangiamo. Stile di vita e alimentazione sono una chiave del nostro futuro”.

 

Viterbo lavora al suo Piano del Cibo

La manifestazione si inserisce inoltre nel percorso avviato dal Comune insieme all'Università degli Studi della Tuscia per la costruzione di una politica locale del cibo.

“Viterbo ha deciso di dotarsi di un Piano del Cibo e ha scelto di farlo con l'Università”, ha spiegato la professoressa Ilaria Benedetti. “Per noi significa mettere la ricerca al servizio della città che ci ospita”.

Benedetti ha richiamato anche i dati alla base del progetto: secondo quanto illustrato durante la presentazione, circa il 10% delle famiglie avrebbe difficoltà a nutrirsi adeguatamente almeno due giorni alla settimana, mentre il fenomeno dello spreco alimentare continua a rappresentare una delle principali criticità su cui intervenire.

L'obiettivo del Piano sarà quindi quello di mettere in comunicazione le diverse realtà del territorio, individuando problemi, risorse e possibili interventi comuni.

 

Il programma

Si parte venerdì 25 settembre alle 16 nella Sala Regia di Palazzo dei Priori con l'inaugurazione e il convegno “Un Piano del Cibo per valorizzare l'agricoltura del territorio”.

Sabato 26 settembre la manifestazione si trasferirà a Prato Giardino: dalle 10 apertura degli stand, esposizione e vendita dei prodotti delle aziende agricole, seguite nel pomeriggio dagli incontri dedicati alle buone pratiche agricole, al territorio e alla qualità alimentare. In serata spazio allo street food agricolo e alla musica fino a mezzanotte.

Domenica 27 settembre si ripartirà alle 10 con il mercato dei produttori. Alle 15.30 la Filiera Solidale del Cibo racconterà le esperienze sviluppate insieme a Croce Rossa, Caritas Viterbo ed Emporio Solidale; alle 16.30 spazio alla tavola rotonda organizzata con Slow Food. La chiusura di “Coltivare Futuro” è prevista in serata.




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