ANNO 16 n° 229
Lavoro, in provincia di Viterbo sempre più addii dopo poche settimane
Dimissioni già durante il periodo di prova: pesano stipendi, turni, mansioni e difficoltà negli spostamenti verso le zone industriali

VITERBO – Trovare un posto di lavoro e lasciarlo dopo poche settimane. È una dinamica che sembra trovare sempre più spazio anche nella provincia di Viterbo, dove diversi rapporti di lavoro si interrompono già durante il periodo di prova, entro i primi novanta giorni dall'assunzione.

Le comunicazioni obbligatorie trasmesse ai centri per l'impiego del territorio restituiscono un quadro caratterizzato da una certa instabilità occupazionale. Il fenomeno riguarda soprattutto alcuni settori, dalla grande distribuzione alla logistica, fino alle mansioni tecniche richieste dalle imprese locali. Un contesto nel quale pesa anche la diffusione di contratti di breve durata, che continua a rappresentare una delle caratteristiche del mercato del lavoro della Tuscia.

I dati dell'Osservatorio del mercato del lavoro della Regione Lazio consentono di ampliare lo sguardo e comprendere le dimensioni del fenomeno. A livello regionale, le dimissioni volontarie rappresentano la componente più consistente delle cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, arrivando al 63% del totale.

Le procedure telematiche attraverso cui vengono comunicate le interruzioni dei rapporti certificano dunque una significativa mobilità dei lavoratori, sempre più propensi a lasciare un impiego quando le condizioni offerte non corrispondono alle aspettative.

Nel Viterbese, questa situazione si inserisce in un mercato caratterizzato dalla forte presenza di agricoltura e servizi, settori nei quali i rapporti di lavoro risultano spesso maggiormente frammentati e soggetti a una durata limitata.

Dietro le dimissioni arrivate a distanza di poche settimane dall'assunzione ci sarebbero diverse ragioni. Tra gli elementi segnalati dalle organizzazioni sindacali figurano innanzitutto turni particolarmente impegnativi e mansioni che, in alcuni casi, non corrisponderebbero a quelle prospettate durante il colloquio.

Ma a incidere è anche la difficoltà negli spostamenti. La distanza tra i centri abitati della provincia e le aree industriali, unita a una rete di trasporto pubblico non sempre adeguata, può trasformarsi in un ostacolo concreto per chi accetta un nuovo impiego.

Per alcuni lavoratori, soprattutto quelli appena assunti, il costo degli spostamenti quotidiani finisce così per pesare in maniera significativa sullo stipendio. Benzina, manutenzione dell'auto e tempi necessari per raggiungere il posto di lavoro possono rendere poco conveniente mantenere un'occupazione che, sulla carta, sembrava rappresentare una nuova opportunità.

Il risultato è un mercato nel quale non basta più creare un posto di lavoro: per trattenerlo, secondo quanto emerge dalle segnalazioni del territorio, diventano fondamentali anche condizioni economiche adeguate, organizzazione dei turni, coerenza tra mansioni promesse e mansioni effettivamente svolte e collegamenti efficienti con i luoghi di lavoro.




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