ANNO 16 n° 258
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'Il professor De Falco vive con noi', l’ultimo saluto a Marco
Studenti, amici e familiari in centinaia alla Quercia. Il ricordo del Santa Rosa e delle tante “famiglie” che hanno accompagnato la sua vita

VITERBO – L’ultimo saluto a Marco De Falco si è tenuto oggi pomeriggio nella Basilica di Santa Maria della Quercia.

In centinaia hanno preso parte alla cerimonia per rendere omaggio a Marco: alunni ed ex alunni, amici, parenti e conoscenti. Perché Marco era prima di tutto il “prof” di educazione fisica del liceo Santa Rosa di Viterbo, ma anche istruttore subacqueo, amico, marito e figlio.

A ricordarlo, prima dell’inizio della messa, è stato il dirigente scolastico dell’istituto, Alessandro Ernestini.

“Marco era l’uomo del Santa Rosa, era una persona che per i corridoi si sentiva. Arrivava con la moto, salutava tutti, dal primo all’ultimo. Questo era lui, nella semplicità e nel rigore del suo lavoro, che per lui era tutto. I ragazzi in questi giorni hanno messo fuori uno striscione: “Il professor De Falco vive con noi”.

“Marco non aveva una sola famiglia”

A celebrare il rito funebre è stato don Flavio Valeri, che durante l’omelia ha ricordato le tante realtà che hanno fatto parte della vita di Marco.

“Oggi voi presenti provenite da tante realtà che Marco coltivava. Ognuna di queste ha conosciuto Marco sotto una chiave diversa e voi tutti, oggi, siete i suoi affetti. Marco non aveva soltanto una famiglia, ma aveva la sua famiglia di origine, la famiglia del mare e della piscina e, infine, quella della scuola. Quante persone oggi stanno perdendo un amico, un istruttore, un insegnante. Ma siamo ancora una volta vicini grazie a lui”.

Tante, nei giorni scorsi, anche le manifestazioni di affetto e gratitudine arrivate attraverso i social. Un modo per ricordare una persona che, per molti, è stata un modello e un esempio di vita.

“Presso la scuola si è prodigato nella crescita fisica, non da meno di quella spirituale. Io spero che questo si traduca in un lumino, che oggi può sembrare flebile, quasi perso nel dolore della scomparsa. Ma è proprio dove l’uomo vacilla che arriva la fede, ed è qui che il lumino costituito dalla sua luce continuerà a guidarci”, ha concluso don Flavio.

Fuori dalla chiesa, ad accompagnare l’ultimo saluto, uno striscione con poche parole: “Il tuo sorriso rimarrà la nostra guida più grande”.

E così sarà. Da ex alunno e, oggi, da giornalista, non posso che salutarti anche a modo mio.

Ciao Marco.




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