ANNO 16 n° 166
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Il “campanile che cammina” torna a riposo: smontata Dies Natalis
Dopo un’estate in vetrina accanto a San Sisto, e un trasporto movimentato e a luci accese la creatura di Raffaele Ascenzi lascia la scena

VITERBO - Dies Natalis, questa mattina è stata smontata dopo un trasporto all'ultimo respiro e una passerella di oltre due mesi. Questa esposizione prolungata è stata una scelta voluta dall’amministrazione Frontini, sostenuta da una campagna di affissioni anche a Roma, per promuovere il turismo di Santa Rosa oltre la sola sera del 3 settembre e valorizzare l'intera tradizione.

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i mezzi pesanti della ditta Fiorillo — incaricata della costruzione — hanno avviato le operazioni di smontaggio. Già verso le 11, due terzi della struttura erano stati adagiati sui camion diretti al capannone della Tuscanese. Lì, la macchina di Santa Rosa riposerà fino al prossimo settembre.

L’esperimento estivo ha avuto un obiettivo chiaro: offrire ai visitatori un punto fisso — letteralmente — attorno a cui costruire percorsi, visite e racconto. Non solo la notte del trasporto, ma un’intera stagione dedicata a storia, tecnica e devozione, con la macchina a fare da calamita. Il bilancio? In attesa dei numeri ufficiali, resta l’immagine potente della Dies Natalis a San Sisto per settimane, foto ricordo a tutte le ore e un calendario di presenze più distribuito.

Ora la scena torna al monastero dove riposa il corpo della santa bambina, che riprende la sua misura quotidiana. La macchina, invece, rientra in officina: manutenzioni, controlli, piccoli ritocchi. Un arrivederci più che un addio. Perché a Viterbo la tradizione cammina, si ferma quel tanto che basta per farsi ammirare, poi riparte. E se quest’anno ha attratto il pubblico anche fuori stagione, forse il vero miracolo è questo: far durare la festa senza consumarla.




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