ANNO 16 n° 256
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Il bosco del Cimino entra nella rete RigeneraBoschi: sensori per monitorare la salute dei castagni
Soriano nel Cimino diventa il primo sito italiano del progetto Sorgenia dedicato al castagno. Anche l’Università degli Studi di Milano collaborerà al progetto

SORIANO NEL CIMINO – Il bosco del Cimino entra ufficialmente nella rete nazionale RigeneraBoschi, il progetto promosso da Sorgenia per monitorare lo stato di salute dei boschi italiani e studiarne la capacità di reagire ai cambiamenti climatici. L’area forestale di Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, è il primo sito della rete caratterizzato dalla presenza di alberi di castagno.

L’iniziativa, coordinata scientificamente dall’Università degli Studi di Milano, coinvolge complessivamente sette regioni italiane e utilizza una tecnologia innovativa basata sui dispositivi IoT denominati “Tree Talkers”, sensori in grado di rilevare in tempo reale diversi parametri vitali degli alberi.

L’obiettivo è raccogliere dati sulla fotosintesi, sulla crescita delle piante e sulla loro risposta agli eventi climatici estremi, costruendo nel tempo una fotografia sempre più precisa dello stato di salute del patrimonio forestale italiano.

Il sito del Monte Cimino si aggiunge ad altre aree già coinvolte nel progetto: il Parco Nord Milano in Lombardia, il Bosco di Forlì-Bertinoro in Emilia-Romagna, l’area dell’Unione dei Comuni montana Colline Metallifere in Toscana, il Parco naturale regionale Bosco Incoronata in Puglia e il Parco Nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata.

Particolarmente importante è la presenza del castagno, una specie strettamente legata all’identità economica e ambientale del territorio di Soriano nel Cimino e dell’intera Tuscia. Negli ultimi anni, infatti, i castagneti hanno dovuto fare i conti anche con problemi fitosanitari, tra cui l’attacco del cinipide galligeno.

I sensori saranno installati in due aree differenti del bosco: una caratterizzata dalla crescita spontanea della foresta e un’altra sottoposta a gestione forestale sostenibile, attraverso interventi programmati e calibrati sulle caratteristiche dell’ecosistema.

Il confronto tra le due zone permetterà ai ricercatori di comprendere meglio quanto la gestione selvicolturale possa incidere sulla capacità del bosco di affrontare stress ambientali e cambiamenti climatici.

«In Italia crescono oltre 125 specie arboree e per avere un quadro completo abbiamo allargato la base di campionamento», spiega il professor Giorgio Vacchiano, coordinatore del progetto RigeneraBoschi e docente di Gestione e Pianificazione Forestale all’Università degli Studi di Milano. «Fino a questo momento #RigeneraBoschi ha monitorato i faggi, le querce e i pini mediterranei. Il castagno mancava ed è la specie che consente di vedere meglio il legame fra salute della pianta e cura del bosco».

Secondo Vacchiano, i dati raccolti nei siti già monitorati mostrano come la gestione selvicolturale possa rappresentare una sorta di “medicina preventiva” per l’ecosistema forestale. Sul Cimino, questa ipotesi potrà essere approfondita osservando un bosco che negli anni ha già affrontato una vera e propria crisi sanitaria.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale di Soriano nel Cimino. «I boschi di castagno sono centrali per il nostro territorio, dal punto di vista economico e turistico», sottolinea Simone Lodovisi, segretario comunale del Comune di Soriano nel Cimino. «Abbiamo raccolto con favore l’invito di Sorgenia e dell’Università degli Studi di Milano a partecipare allo studio, che porta qui strumenti di misura in linea con le politiche ambientali che il Comune persegue da anni».

Il bosco del Cimino rappresenta inoltre un esempio significativo di gestione forestale sostenibile. L’area è infatti certificata sia PEFC Italia sia FSC, riconoscimenti che attestano il rispetto della biodiversità e la corretta gestione delle risorse forestali. Tra gli aspetti considerati figurano anche la capacità del bosco di assorbire carbonio, la funzione di contrasto al dissesto idrogeologico e la qualità delle condizioni di vita e di lavoro delle persone impegnate nella gestione dell’area.

Dal 2024 Sorgenia porta avanti #RigeneraBoschi con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei cittadini sul ruolo fondamentale delle foreste nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Il progetto si è inoltre arricchito di una ricerca sulla percezione sociale dei boschi, realizzata dall’Università degli Studi di Bari e pubblicata sulla rivista scientifica internazionale iForest.

I dati raccolti attraverso la rete di monitoraggio potranno fornire informazioni preziose anche alle istituzioni, soprattutto in una fase nella quale l’Italia è chiamata a definire il Piano Nazionale di Ripristino previsto dal Regolamento europeo 2024/1991.

Con l’ingresso del bosco del Cimino nella rete RigeneraBoschi, dunque, il castagno della Tuscia diventa protagonista di una ricerca nazionale che guarda al futuro delle foreste italiane, alla loro capacità di adattamento e al ruolo che una gestione attenta e sostenibile può avere nella sfida contro il cambiamento climatico.




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