

di Fabio Tornatore

VITERBO - La Tuscia ha esportato nel 2025 merci per un totale di 582 milioni di euro di ricavi: rispetto al 2023, quando l’export era pari a 483 milioni, l’aumento è di circa il 20,5%. Nel solo 2025 la crescita è del 9,5%. Vola dunque il prodotto del lavoro di Viterbo, e la Tuscia piace nel mondo, con introiti enormi per le imprese dell'Alto Lazio.
Circa due terzi delle esportazioni viterbesi si concentrano in agricoltura, silvicoltura e pesca, ma anche alimentari, bevande e tabacco. La Tuscia piace nel mondo per produzioni di qualità, trasformazione locale, certificazioni, logistica, vendita digitale, economia circolare e aggregazione tra produttori.
La provincia viterbese, però, pesa ancora soltanto per l’1,6% dell’export laziale, ma presenta un interscambio quasi in equilibrio e quindi una struttura diversa rispetto ai forti deficit di Roma e Rieti: il disavanzo tra importazioni ed esportazioni, infatti, nella Tuscia è di soli 6 milioni, con import per 589 milioni di euro.
Nella regione laziale le esportazioni salgono, dunque, da 29,1 miliardi di euro nel 2023 a 35,9 miliardi nel 2025, mentre le importazioni restano intorno a 45,5 miliardi. Il disavanzo commerciale del lazio diminuisce quindi da 15,4 a 9,5 miliardi. La crescita si concentra soprattutto nei prodotti farmaceutici, chimici,nei medicinali e botanici, che valgono oltre 18 miliardi e rappresentano il 50,2 per cento dell’export di tutta la regione.