

VITERBO - Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia interviene sulla sentenza del TAR Lazio relativa al progetto eolico nella Tuscia, esprimendo soddisfazione per un pronunciamento che conferma in modo netto la correttezza della decisione già assunta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.'
Si tratta – dichiarano Allegrini, Grancini, Achilli e Amodio – di una decisione importante che respinge il ricorso della società proponente e ribadisce un principio fondamentale: la transizione energetica non può essere perseguita a discapito dei territori e senza una valutazione seria e complessiva degli impatti'. Nel merito, la sentenza del TAR conferma quanto già stabilito dal Governo, chiamato a pronunciarsi a seguito del contrasto tra amministrazioni, tra cui il parere negativo espresso dal Ministero della Cultura.
In quella sede, è stata svolta una valutazione comparativa tra interessi strategici: da un lato la produzione di energia da fonti rinnovabili, dall'altro la tutela del paesaggio e dell'equilibrio territoriale. 'È proprio questo equilibrio – prosegue FdI – che oggi viene riconosciuto anche dal giudice amministrativo: il progetto bocciato, che prevedeva 13 aerogeneratori tra Viterbo, Montefiascone e Celleno per una potenza complessiva di oltre 33 MW, è stato ritenuto incompatibile con le caratteristiche del territorio, sia per l'impatto visivo sia per l'effetto cumulativo rispetto agli impianti già esistenti o autorizzati'.
Fratelli d'Italia sottolinea inoltre come 'il merito principale sia di un Esecutivo che ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità di dire no a un progetto non sostenibile, tenendo insieme sviluppo e tutela. In questo contesto, cogliamo l'occasione per ringraziare il ministro Alessandro Giuli e il presidente della Commissione Ambiente, Mauro Rotelli, per aver dimostrato massima attenzione alle vicende del nostro territorio'. I consiglieri FdI richiamano infine alla prudenza. 'Ora serve cautela, auspicando che, in caso di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, le ragioni già riconosciute dal TAR e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri vengano definitivamente confermate'.