

VITERBO – Arrivano da Palazzo dei Priori gli ultimi aggiornamenti sul futuro di Donna Olimpia, il palazzo storico sito nel centro di Viterbo, recentemente interessato dal crollo di una parte del tetto a seguito del maltempo.

A chiedere chiarimenti è stato il consigliere del Partito Democratico Alvaro Ricci, che ha ripercorso le tappe principali della vicenda. Tra il 2018 e il 2021 era stato presentato un project financing, per il quale furono richiesti circa due anni di istruttoria. Tuttavia, a quella proposta non è mai seguita una risposta.
Secondo Ricci, appare difficile pensare che il Comune possa sostenere da solo un intervento di questa portata. Per questo, l’unica strada percorribile oggi, anche alla luce delle condizioni dello stabile, sembra essere quella di individuare un soggetto interessato attraverso un partenariato pubblico-privato.
A rispondere all’interrogazione è stato il vicesindaco Alfonso Antoniozzi: “È una storia che parte dal 2018. Oggi, insieme all’architetto Luca Cosimi, abbiamo individuato una cifra di circa 150mila euro per gli interventi urgenti di messa in sicurezza. Fondi che verranno inseriti nel prossimo assestamento di bilancio”.
La storia e le criticità dell’immobile
Donna Olimpia è uno degli edifici storici più rilevanti del centro cittadino. Nel corso del tempo ha subito diversi passaggi di proprietà e destinazioni d’uso, fino a diventare un immobile pubblico con funzioni mai del tutto definite. Negli anni sono state avanzate varie proposte di recupero, ma nessuna è mai arrivata a una fase concreta di realizzazione.
La struttura porta ancora i segni di interventi di messa in sicurezza effettuati in passato, in particolare dopo eventi sismici, senza però un vero progetto di riqualificazione complessiva. Una situazione che, nel tempo, ha contribuito al progressivo deterioramento dell’edificio.
Lo stesso Antoniozzi ha spiegato come le difficoltà siano legate anche all’aumento dei costi: “Quando ci siamo insediati abbiamo trovato, oltre a questo, molte altre situazioni aperte. Nel frattempo è cambiato anche il prezziario regionale: già nel 2023 si parlava di circa 17 milioni di euro, cifra che oggi non sarebbe comunque sufficiente per un intervento completo”.
Sul recente crollo, il vicesindaco ha aggiunto: “Attribuire responsabilità all’attuale amministrazione è fuori luogo. Parliamo di problematiche che derivano da anni di mancata manutenzione e da una gestione complessa del patrimonio”.
Quale futuro per Donna Olimpia
Resta quindi aperta la questione principale: come intervenire e in che modo.
Le opzioni sul tavolo sono due: da un lato un intervento diretto con il supporto di enti sovraordinati, come ministero o Regione; dall’altro, la strada del partenariato pubblico-privato, considerata al momento la più realistica.
Il costo complessivo dell’operazione, aggiornato agli ultimi prezziari, potrebbe arrivare fino a 24 milioni di euro. Una cifra che rende difficile pensare a una soluzione senza il coinvolgimento di investitori esterni. Nel frattempo, l’amministrazione punta almeno a garantire la sicurezza dell’immobile, primo passo necessario in attesa di un progetto più ampio di recupero.