ANNO 16 n° 301
Foto precedente
Don Giosy Cento presenta il suo libro “Lei è quel prete di Viterbo che canta”
Il sacerdote-cantante: “Nel libro ho messo un po’ a nudo la mia anima di sacerdote”. Appuntamento il 31 ottobre a Ischia di Castro

ISCHIA DI CASTRO – Sarà presentato il 31 ottobre, alle 15:45, a Ischia di Castro, “Lei è quel prete di Viterbo che canta”, il libro di Giuseppe Cento, in arte Don Giosy Cento, uscito recentemente e disponibile nelle librerie cattoliche, online e presso la libreria Totus Tuus di Viterbo.

Il volume, di circa 300 pagine, ripercorre la vita del sacerdote-cantante attraverso una lunga intervista realizzata con il supporto di Claudio Marini, professore dell’Università di Siena. Ne emerge un racconto che intreccia il percorso sacerdotale con quello artistico, soffermandosi sulle esperienze personali e sugli incontri che hanno segnato la vita dell'autore.

“Nel libro ho messo un po’ a nudo la mia anima di sacerdote, rivelando anche alcune cose molto personali e intime, per fare in modo che la gente possa ritrovarsi nell’umanità del sacerdote e che i sacerdoti stessi possano riconoscersi nelle esperienze che ho vissuto”, racconta Don Giosy Cento, che continua: “Sono stato molto fortunato, perché di solito la vita del sacerdote è riservata, mentre io ho avuto la possibilità di vivere esperienze particolari che il Padre Eterno mi ha permesso di fare”.

Nella seconda parte del volume trova spazio una sezione dedicata ai contributi, intitolata “Semi e germogli”. “Come dice Gesù nel Vangelo, noi preti siamo seminatori della parola di Dio e io ho sempre seminato nella mia vita, non soltanto durante la messa, ma anche nel corso dei concerti, - spiega l’autore -. I miei concerti sono stati un prolungamento della mia messa e della mia vita sacerdotale. Sul palco sono sempre stato un prete, non sono mai stato un uomo di successo”.

“È vero, ho cantato a Sanremo, a Piazza San Pietro, negli stadi e in tutti e cinque i continenti, ma a ogni concerto l’unica cosa che mi importava non era l’applauso, bensì il messaggio che cercavo di trasmettere. Ecco cosa intendo con semi e germogli: ciò che dei miei messaggi è rimasto nel cuore delle persone”.

La decisione di scrivere una propria biografia non è stata semplice ed è arrivata solo dopo la scomparsa di una persona alla quale era profondamente legato: “Sono usciti tanti libri su di me e ho sempre avuto la tentazione di scriverne uno, ma l’ho sempre tenuta a bada. Le cose sono cambiate con la morte della mia vicina di casa. I miei vicini sono sempre stati come una seconda famiglia: capitava spesso di incontrarci e che io iniziassi a raccontare le mie esperienze. Lei mi consigliava spesso di metterle per iscritto. Così mi sono deciso”, racconta l’autore, spiegando che il libro è dedicato proprio a lei.

Anche il titolo racchiude un ricordo significativo, legato al rapporto personale che il sacerdote ha avuto con San Giovanni Paolo II. “Ho avuto un rapporto personale con San Giovanni Paolo II: mi chiamava in Vaticano e gli sono stato utile per alcune cose. L’ultima volta che l’ho visto non era in buone condizioni di salute e quando mi sono avvicinato gli ho detto: Santità, sono Don Giosy. E lui, con la sua incredibile memoria, mi disse: Lei è quel prete di Viterbo che canta”. Una frase rimasta impressa nella memoria del sacerdote e diventata, a distanza di anni, il titolo di un libro che vuole essere una sintesi del suo percorso umano, spirituale e artistico.

Per quanto riguarda la pubblicazione, sono state stampate circa 1.500 copie. Il ricavato sarà destinato a coprire le spese sostenute per la realizzazione del volume.

Don Giosy Cento conclude con l’auspicio che il lavoro possa lasciare qualcosa a chi lo leggerà, dopo mesi di impegno condiviso con Claudio Marini.

Un libro nato dal desiderio di condividere esperienze e ricordi, nella speranza che il racconto di una vita vissuta tra il sacerdozio e la musica possa continuare a seminare qualcosa anche in chi lo leggerà

Il sacerdote-cantante: ““Nel libro ho messo un po’ a nudo la mia anima di sacerdote”. Appuntamento il 31 ottobre a Ischia di Castro. 



Facebook Twitter Rss