

VITERBO - Noccioleti, castagneti, oliveti, cereali e ortaggi, la violenta ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Tuscia negli ultimi giorni non ha risparmiato nessuno. Dopo l'ultimo pesante nubifragio di giovedì che ha colpito i comuni cimini e la bassa Tuscia come Corchiano e Civita Castella con forti raffiche di vento, pioggia incessante e grandine, è iniziata la conta dei danni da parte dei produttori agricoli. Fernando Monfeli, presidente di Asta, parla di danni ingenti 'provocati - dice - dalle grandinate e dal vento forte che hanno causato la rottura di rami e la compromissione irreversibile delle nocciole'.

Situazione critica anche nell'alta Tuscia zona Bagnoregio, dove gli agricoltori segnalano pesanti ripercussioni sul comparto cerealicolo. Le piogge abbondanti hanno abbassato la qualità di circa un terzo del raccolto, il cosiddetto grano 'slavato', mentre le forti raffiche di vento hanno spezzato molte spighe, compromettendo ulteriormente la produzione.
Sulla fascia costiera, tradizionalmente vocata all'ortofrutta, nei comuni di Tarquinia, Montalto di Castro e Pescia Romana, al momento non si registrano danni rilevanti. Resta però alta la preoccupazione tra i produttori per le possibili conseguenze delle precipitazioni nelle prossime settimane, soprattutto sulle coltivazioni di pomodoro, particolarmente esposte al rischio di peronospora.
Anche i comuni di Sutri, Capranica e Ronciglione fanno i conti col maltempo: 'Noccioleti e castagneti - ha spiegato l'agronomo Leonardo D'Ambrosi - hanno subito le perdite maggiori. Anche qui per colpa del vento e della forte grandine parte del raccolto è andato perduto. Gli agricoltori stanno trasmettendo le segnalazioni ai rispettivi Comuni, che dovranno raccogliere la documentazione necessaria, successivamente sarà la Provincia a valutare l'eventuale richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale'.
Resta difficile, al momento, fare una stima precisa dei danni. Il maltempo ha colpito il territorio provinciale in modo disomogeneo, interessando duramente alcune aree e risparmiandone altre. I produttori continuano ad esprimere timore per il futuro del settore: il clima impazzito rischia nel giro di poche ore di mandare in frantumi mesi e mesi di duro lavoro. Per questo sempre più agricoltori decidono di sottoscrivere polizze catastrofali contro le avversità metereologiche: 'Che sono abbastanza esose - ha spiegato D'Ambrosi - seppur garantiscono un minimo di copertura assicurativa nel reiterarsi di tali eventi'. Per Fernando Monfeli: 'Ci troviamo di fronte a uno scenario apocalittico - ha detto - dove ad essere colpite non sono sole le coltivazioni in sé, ma all'intera economia locale. Tali condizioni non fanno che allontanare ogni prospettiva di ripresa, esasperando una crisi che i nostri produttori non sono più in grado di sostenere da soli. Come Asta siamo stati gli unici a domandare apertamente che fine abbiano fatto i fondi stanziati e i tavoli di crisi aperti per le scorse calamità. Ad oggi, incredibilmente, non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro. La necessità di un sostegno concreto e immediato per l'agricoltura si fa stringente - conclude - per questo rivolgiamo un invito alla classe politica, affinché mantenga un atteggiamento costante nei confronti dei problemi che ci attanagliano, senza annunci roboanti e zero risposte concrete, come successo finora'.
