ANNO 16 n° 311
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Dal glocal al locale, Durantini: 'Possiamo governare le transizioni, ricordandoci di mettere al centro le persone'
Ieri al teatro san Leonardo, incontro promosso da Cisl, Tajani: 'In un mondo interconnesso quello che accade a Hormuz tocca anche Viterbo e Canepina'

VITERBO - (A.S.) 'ln un mondo interconnesso quello accade a Hormuz tocca inevitabilmente anche chi vive a Canepina o a Viterbo'. Riassume cosi il ministro degli esteri Antonio Tajani il senso della prima edizione del Glocal economic forum, organizzato dalla Cisl Lazio ieri mattina al teatro san Leonardo di Viterbo, dal titolo 'Dove va l’umanità. Le transizioni economiche e delle persone, dal glocal regionale all’Europa'. L'evento, che ha ottenuto l'alto patrocinio del Parlamento europeo oltre che della Regione Lazio, Provincia e Comune, ha messo al centro del dibattito spunti e riflessioni su come governare le transizioni sociali ed economiche mettendo al centro le persone, rivolgendosi proprio ai giovani (erano presenti gli studenti delL'istituto Savi di Viterbo, il magistrale Santa Rosa e Itis Leonardo da Vinci) e tracciare linee programmatiche per il futuro.

La Tuscia non è stata scelta a caso. Come ha sottolineato la segretaria provinciale Elisa Durantini: 'E' anche da questo territorio - ha spiegato - che possiamo osservare le grandi trasformazioni del nostro tempo. La crisi demografica che sta attraversando la nostra provincia pone la Tuscia sul gradino più basso tra le province del Lazio e tra le più anziane. Con questi dati è difficile programmare il futuro, ma nulla è perduto - dice rivolgendosi ai giovani studenti -. Il lavoro, per generazioni, ha rappresentato uno degli elementi fondamentali dell'identità personale e sociale. Oggi, con l'intelligenza artificiale, stiamo vivendo profonde trasformazioni delle competenze che rischiano di annichilire le identità professionali di ognuno di noi. Per questo è fondamentale costruire un nuovo umanesimo del lavoro'. Parole condivise e riprese dal presidente Rocca: 'In 10 anni abbiamo avuto 10mila nati in meno in questa regione - ha detto -, questo significa che nel tempo andremo a perdere centinaia di classi. Bisogna continuare a investire sui territori sapendo accompagnare le giovani generazioni, dobbiamo anticipare invece di seguire i cambiamenti sociali.

Un passaggio importante è stato affrontato dal ministro Tajani che ha parlato di economia e geopolitica: 'Cosa vogliamo fare per tutelare l'interesse cittadino? - ha detto - dobbiamo innanzitutto lavorare per costruire la pace e creare un assetto economico più equo tra gli Stati'

Il legame tra Bruxelles e la realtà socio-economica della Tuscia, riprendendo il parallelismo espresso dallo stesso Tajani, ha interessato l'intervento della vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna: ' L'Ue - ha detto - sta vivendo una situazione più complessa di sempre. Io penso che la responsabilità di chi come noi ha il compito di contribuire a lasciare gli strumenti migliori possibili è quella di assicurare la crescita e il benessere dei popoli per continuare a crescere e prosperare. Le scelte prese a Bruxelles si ripercuotono sui territori'.

La tavola rotonda che si è aperta dopo il primo panel e i saluti della sindaca Frontini e del presidente Romoli, ha coinvolto esponenti parlamentari, rappresentanti delle imprese, del mondo agricolo e delle istituzioni ecclesiali. Sono intervenuti i parlamentari Paolo Trancassini, questore della Camera dei deputati; Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera e Michela Di Biase, componente Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. E ancora: Ernesto Lanzillo, presidente Cda di Deloitte, monsignor Fabio Fabene, segretario del dicastero delle cause dei santi presso la Santa Sede; David Granieri, presidente Coldiretti Lazio; Enrico Coppotelli, segretario Generale CISL Lazio che dal palco ha dichiarato: “Difendere il lavoro significa difendere la possibilità di restare, partecipare e immaginare il futuro. Per questo, dalla Tuscia e per tutti gli altri territori del Lazio, chiediamo politiche europee e regionali che si traducano in opportunità concrete come occupazione stabile e dignitosa, formazione, servizi e partecipazione.

Per le conclusioni finali la parola è passata alla segretaria generale Daniela Fumarola: 'Oggi siamo davanti a un bivio, possiamo usare la tecnologia per concentrare il potere e ridurre le persone a dati e prestazioni, oppure orientarla verso emancipazione, conoscenza condivisa e collaborazione. Chi lavora deve poter conoscere i criteri dell’intelligenza artificiale, discuterne gli effetti e contribuire alle decisioni. Vogliamo entrare nell’algoritmo, perché senza partecipazione la tecnologia si fa tecnocrazia. Non possiamo fermare le trasformazioni, ma possiamo governarle. Dobbiamo recuperare il senso del ‘noi’: una società complessa non si comanda, si coinvolge”.

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