ANNO 16 n° 262
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Civita Castellana, commozione e applausi per l’addio ad Alberto Brunelli
Cattedrale gremita per i funerali dell’imprenditore di The.Artceram. Il ricordo di don Profili e l’omaggio del mondo della ceramica a un protagonista dell’innovazione

CIVITA CASTELLANA – Una partecipazione numerosa e carica di commozione ha accompagnato l’ultimo saluto ad Alberto Brunelli, imprenditore civitonico di 59 anni, scomparso nei giorni scorsi. La cattedrale alle 11:30 di sabato 19 settembre, si è riempita di familiari, amici, colleghi, imprenditori e cittadini, riuniti per rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo sia nel mondo della ceramica sia nella comunità locale.

A celebrare le esequie è stato don Alessandro Profili, parroco della cattedrale, che durante l’omelia ha tracciato il profilo di un uomo capace di coniugare i risultati professionali con una profonda semplicità personale.

Nonostante i traguardi raggiunti e il ruolo di primo piano nell’imprenditoria, Brunelli, ha sottolineato il sacerdote, non aveva mai perso l’umiltà. Sincero, generoso e legato alla propria città, aveva saputo costruire rapporti autentici e mantenere una presenza concreta nella vita della comunità.

Un ricordo che ha trovato riscontro nella grande affluenza di persone che hanno voluto partecipare alla cerimonia, testimoniando la vicinanza alla famiglia e l'affetto nei confronti dell’imprenditore.

Amministratore delegato di The.Artceram, azienda di famiglia tra le realtà di riferimento del distretto ceramico di Civita Castellana, Brunelli aveva contribuito negli anni allo sviluppo dell’impresa e alla sua crescita sui mercati internazionali, portando il nome dell’azienda oltre i confini nazionali.

Il suo percorso professionale è stato ricordato anche da Giampiero Patrizi, presidente di Federlazio Ceramica, che ha espresso il cordoglio dell’associazione e la vicinanza ai familiari.

Con la scomparsa di Brunelli, ha evidenziato Patrizi, il distretto industriale civitonico perde un protagonista di grande rilievo, un riferimento per chi ha avuto modo di conoscerlo, lavorare al suo fianco e condividere con lui esperienze professionali.

Il presidente di Federlazio Ceramica ne ha inoltre sottolineato il contributo all’innovazione del comparto e alla diffusione del Made in Italy nel mondo. Tra gli aspetti più significativi della sua attività, Patrizi ha richiamato la capacità di introdurre nuove soluzioni nel settore, a partire dall’ideazione dei primi lavabi d’arredo, prodotti che hanno contribuito a segnare un’evoluzione nel comparto della ceramica sanitaria e dell’arredobagno.

Un’eredità imprenditoriale che, nel ricordo di Patrizi, ha lasciato una vera e propria «impronta rivoluzionaria» nel settore.

Nel corso dell’omelia, don Alessandro Profili ha poi affidato il ricordo di Brunelli a una riflessione sul significato della morte, richiamando una poesia attribuita al vescovo e scrittore Charles Henry Brent.

Il sacerdote ha evocato l’immagine di una barca che si allontana dalla riva fino a diventare un punto sempre più piccolo, destinato infine a scomparire alla vista. Per chi rimane, quel viaggio sembra concludersi con una perdita. Ma osservando la stessa scena da un’altra prospettiva, ciò che appare come una partenza può trasformarsi in un arrivo.

Una metafora intensa, scelta per accompagnare il dolore del distacco con un messaggio di speranza e per ricordare come la scomparsa di una persona possa assumere un significato diverso a seconda dello sguardo di chi la vive.

La celebrazione si è conclusa in un clima di profondo raccoglimento. La presenza di tante persone ha restituito l’immagine di una comunità unita nel dolore, desiderosa di essere accanto ai familiari e di rendere omaggio a un uomo che aveva saputo conquistare stima e affetto.

Al termine dei funerali, il silenzio della cattedrale ha lasciato spazio a un lungo e sentito applauso, accompagnando l’uscita del feretro.

Un ultimo tributo ad Alberto Brunelli, salutato non soltanto per il suo percorso imprenditoriale e per il contributo dato al distretto ceramico, ma soprattutto per le qualità umane che, nelle parole di don Profili, ne avevano contraddistinto la vita: semplicità, sincerità e generosità.




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