


MONTALTO DI CASTRO – Il costo dell’energia torna al centro del confronto europeo e, parallelamente, riapre il dibattito sul rapporto tra produzione energetica e benefici per i territori che ospitano gli impianti. A intervenire sul tema è Sergio Caci, esponente di Forza Italia a Montalto di Castro, che richiama la situazione di Montalto, Pescia Romana e più in generale della Tuscia.
Italia e Repubblica Ceca hanno trasmesso alla Commissione europea un documento congiunto con alcune proposte per affrontare l’attuale situazione dei prezzi dell’energia, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Tra le ipotesi indicate figura anche un intervento temporaneo sul sistema ETS, il meccanismo europeo legato al costo delle emissioni di CO₂, oltre a una maggiore flessibilità e a un rinvio dell’ETS2, il sistema destinato a interessare anche i settori dei trasporti e degli edifici.
Secondo Caci, il confronto europeo rafforza la necessità di affrontare anche la questione del beneficio economico per i territori che contribuiscono in misura significativa alla produzione energetica nazionale.
«Quello che sta accadendo in Europa dimostra che il problema del prezzo dell’energia non può più essere considerato secondario. Se si interviene sui meccanismi che incidono sui costi sostenuti da famiglie e imprese, allora dobbiamo avere il coraggio di aprire fino in fondo anche il capitolo dei territori che da anni contribuiscono in maniera straordinaria alla produzione energetica nazionale», afferma l’esponente di Forza Italia.
Caci torna quindi sulla proposta, avanzata nei mesi scorsi, di intervenire sugli oneri di sistema delle bollette per i residenti nei Comuni caratterizzati da una significativa presenza di impianti alimentati da fonti rinnovabili.
L’iniziativa, dopo l’interessamento della capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi, è stata ripresa dal senatore Antonio Trevisi, che ha presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di impegnare il Governo a valutare una riduzione degli oneri di sistema proporzionata alla densità degli impianti FER presenti nei diversi Comuni. La proposta, secondo quanto riferito da Caci, nasce anche dall’esperienza di Montalto di Castro, Pescia Romana e della Tuscia.
«La transizione energetica – prosegue Caci – non può significare soltanto chiedere ai territori di mettere a disposizione ettari di terreno, paesaggio e infrastrutture per produrre energia destinata al sistema nazionale. Deve esistere anche un ritorno concreto per le comunità che sostengono il peso maggiore di questa trasformazione».
L’esponente di Forza Italia ribadisce quindi il principio alla base della proposta: «Chi produce energia per il Paese deve poter vedere una parte di quel beneficio direttamente nella propria bolletta».
Il tema, secondo Caci, assume ulteriore rilievo alla luce delle tensioni che continuano a interessare i mercati energetici e dell’impatto dei costi su famiglie e imprese. Nel dibattito rientra anche il prezzo dei carburanti, indicato come uno degli effetti maggiormente percepiti della situazione energetica.
«Non chiediamo privilegi – sottolinea Caci – ma l’applicazione di un criterio di equità territoriale. Montalto e Pescia hanno dato moltissimo sul terreno energetico e continuano a farlo».
L’obiettivo indicato dall’esponente di Forza Italia è quello di collegare le misure contro il caro energia a un maggiore riconoscimento per i territori che ospitano gli impianti. «Se oggi l’Europa discute di come alleggerire il peso delle politiche energetiche sui cittadini e sulle imprese, questo è il momento giusto per portare avanti anche la nostra proposta», sostiene.
«L’obiettivo – conclude Caci – deve essere duplice: difendere famiglie e imprese dal caro energia e costruire una transizione che non scarichi tutti i costi sui territori che ospitano gli impianti. La battaglia iniziata con l’ordine del giorno del senatore Trevisi va esattamente in questa direzione. Adesso chiediamo che venga portata avanti e trasformata in una misura concreta».