

Il mondo della musica si stringe in un abbraccio silenzioso e malinconico. Se ne va il marinaio della canzone, l'artista che ha saputo dipingere l'infinito in un soffitto e la libertà nel volo di un gabbiano. Con la sua voce graffiata dal tempo e dal fumo, Gino Paoli non ha solo scritto canzoni: ha consegnato al tempo il diario dei sentimenti di un'intera nazione.
Dalla Genova dei carruggi alle luci soffuse dei palcoscenici più prestigiosi, Paoli ha saputo raccontare l'amore come pochi altri. Non l'amore dei poeti distanti, ma quello vero, fatto di attese, di stanze troppo vuote e di labbra che sanno di sale. Le sue melodie sono diventate la colonna sonora dei primi baci, degli addii sotto la pioggia e di quel desiderio di 'senza fine' che accompagna ogni cuore innamorato.
L’essenza del quotidiano: Ha reso magico l'ordinario, trovando l'universo in una camera da letto o in un incontro casuale.
La rivoluzione della semplicità: Con poche note e parole pesate come pietre preziose, ha cambiato per sempre il volto della musica d'autore italiana.
Se oggi il cielo sembra un po’ più cupo, è perché una delle sue penne più fini ha smesso di scrivere. Ma la sua assenza è solo apparente: finché ci sarà qualcuno che guarderà il mare sognando un amore impossibile o che si sentirà protetto tra quattro pareti mentre fuori il mondo corre, Gino Paoli sarà lì.
La sua musica resterà come un’onda che non smette mai di infrangersi sulla riva, un'eco dolce che ci sussurra che, in fondo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è quel momento in cui il tempo si ferma e resta solo la bellezza.
Viterbo e l'Italia intera salutano un maestro, un ribelle gentile, un uomo che ha vissuto ogni nota come se fosse l'ultima. Grazie, Gino, per averci insegnato che anche in una piccola stanza si può trovare l'intero universo.