


VITERBO - La bonifica del Pascolaro, a Sipicciano, nel territorio comunale di Graffignano, torna al centro dell’attenzione dopo la documentazione ufficiale trasmessa da ARPA Lazio all’associazione Terra Chiara in risposta alle richieste di accesso agli atti. Nella comunicazione del 20 ottobre 2026, l’Agenzia riferisce che è stata effettuata «solo una parziale rimozione della sorgente primaria di contaminazione».
Un elemento che, secondo l’associazione, assume particolare rilevanza alla luce delle analisi condotte sui terreni nel giugno scorso, che avrebbero evidenziato superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla normativa. ARPA segnala inoltre la necessità di completare le operazioni di messa in sicurezza e di aggiornare il modello concettuale del sito.
«Sono elementi ufficiali che confermano quanto sia ancora aperta la questione ambientale del Pascolaro», dichiara Terra Chiara, sottolineando che lo sgombero del cantiere e il livellamento delle aree di scavo non possono essere considerati una prova del completamento della bonifica.

L’intervento ha richiesto complessivamente 15 milioni di euro di finanziamenti pubblici, tra lo stanziamento iniziale e le successive risorse aggiuntive. Un investimento che, secondo l’associazione, non avrebbe prodotto risultati soddisfacenti. Per questo Terra Chiara chiede di chiarire quale parte del progetto posto a base di gara sia stata effettivamente realizzata, quanti rifiuti siano stati rimossi e quali lavorazioni restino ancora da eseguire.
A tal fine, sono state inoltrate richieste formali di documentazione al Comune di Graffignano, a Sogesid, alla Regione Lazio e alla ASL di Viterbo. L’associazione è ora in attesa di risposte per ricostruire nel dettaglio lo stato degli interventi e i risultati ambientali raggiunti.
«Non intendiamo alimentare allarmismi né anticipare conclusioni prima di avere esaminato tutti gli atti», precisa il presidente Stefano Convito. «Ma una cosa deve essere chiara: la rimozione parziale della sorgente di contaminazione, attestata da ARPA, impone risposte precise sul futuro dell’area e sugli interventi ancora necessari».
La richiesta, conclude Terra Chiara, riguarda non soltanto le modalità e l’entità delle spese sostenute, ma soprattutto l’effettiva efficacia della bonifica e le risorse necessarie per portare a termine le operazioni. «La bonifica del Pascolaro non può considerarsi chiusa soltanto perché il cantiere è stato sgomberato. La domanda è: con quali fondi saranno realizzati gli interventi ancora necessari?»