

BARBARANO ROMANO - Importante ritrovamento archeologico nel territorio di Barbarano Romano, dove gli studiosi hanno aperto una seconda tomba etrusca mai violata all'interno della necropoli di Caiolo, nel complesso archeologico di San Giuliano.

La sepoltura era stata individuata lo scorso 9 giugno durante la campagna di ricerca condotta dalla Baylor University, sotto la guida del professor Davide Zori e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per il territorio di Viterbo e dell'Etruria meridionale.
Gli archeologi si sono trovati davanti a una camera funeraria ancora perfettamente chiusa da una grande lastra di pietra, elemento che ha consentito di preservarne il contenuto per oltre ventisei secoli. Le prime analisi indicano la presenza di due individui deposti all'interno del sepolcro. Uno dei due potrebbe essere di sesso maschile, ipotesi suggerita dal rinvenimento di una punta di lancia collocata accanto ai resti.
Nonostante il trascorrere del tempo, parte delle ossa risulta ancora conservata. Nella camera funeraria sono inoltre emersi numerosi oggetti appartenenti al corredo, tra cui olle, calici in bucchero, almeno un aryballos e diversi altri recipienti, ancora parzialmente ricoperti dai sedimenti accumulatisi nel corso dei secoli.

Secondo quanto ricostruito dalla Soprintendenza, le attività di ricerca nell'area del Caiolo sono iniziate nel 2023 e hanno già portato a risultati di grande rilievo. Un primo tumulo funerario inviolato, attribuito anch'esso alla fine del VII secolo avanti Cristo, era stato scoperto nel giugno del 2025. A distanza di circa un anno, nello stesso settore della necropoli è emersa una seconda sepoltura integra, circostanza considerata particolarmente rara nel panorama archeologico della Tuscia.
Gli esperti ritengono che l'eccezionale stato di conservazione del contesto possa fornire informazioni preziose sui rituali funerari e sulla posizione sociale delle persone sepolte durante l'età orientalizzante etrusca.
La scoperta assume inoltre un significato importante sul fronte della tutela del patrimonio archeologico. La presenza di due tombe rimaste indisturbate nella stessa area viene infatti interpretata come il risultato dell'attività di controllo e protezione svolta negli ultimi anni, che avrebbe impedito l'azione dei tombaroli in una zona storicamente colpita da scavi clandestini.
Gli archeologi sottolineano come il rinvenimento di contesti integri rappresenti un'occasione unica per approfondire la conoscenza della società etrusca. La necropoli di San Giuliano è infatti considerata uno dei più importanti paesaggi funerari dell'Etruria meridionale e le ricerche in corso stanno restituendo dati di grande valore scientifico, destinati ad ampliare le conoscenze sulle comunità che abitarono il territorio oltre duemilaseicento anni fa.
Le operazioni di studio e documentazione dei reperti proseguiranno nelle prossime settimane, con l'obiettivo di ricostruire nel dettaglio la storia delle persone sepolte e il significato del ricco corredo rinvenuto all'interno della tomba.
