

NEPI – La terza tappa del tour di Viterbonews24 nei comuni chiamati al voto amministrativo – per eleggere sindaco e consiglio comunale – del prossimo 25 maggio è Nepi. In una cornice suggestiva come quella offerta dall’agriturismo Rio Vicano, i tre candidati sindaco che hanno risposto all’invito di questo giornale, sono stati protagonisti di un confronto corretto e ricco di contenuti, incalzati dalle domande della redazione. I presenti: Anna Calderaro, che corre per la lista Tu per Nepi, Luca Sbaraglia, del Movimento Cinque Stelle e Pietro Soldatelli per Progetto Comune per Nepi. Dopo le presentazioni di rito, ecco subito le proposte dei vari candidati.
TEMI CHIAVE E’ Pietro Soldatelli il primo a esporre i punti principali del programma suo e della sua lista: “Vengo da cinque anni di opposizione, capogruppo uscente, e sono convinto che si possa rilanciare questo paese. Come? Innanzitutto abbassando la pressione fiscale, che qui a Nepi ha assunto un peso eccessivo per le tasche dei cittadini. Allo stesso modo va migliorata la trasparenza della macchina amministrativa. Penso che sia possibile anche sviluppare l’economia, e quindi anche l’occupazione, attraverso il turismo”.
Luca Sbaraglia: “Senza entrare nel merito delle nostre proposte concrete, credo che il primo cambiamento debba essere nelle modalità di approccio ai problemi e alle esigenze dei nepesini: in un mondo globalizzato serve un’intelligenza diversa. I nostri temi? La partecipazione dei cittadini, affinché tutti possano contribuire a cambiare e non si deleghi più qualcuno che decida per noi. Trasparenza, interna e verso gli esterni, come ad esempio negli appalti. Il buonsenso, che vuol dire prendere la strada migliore per risolvere un problema. L’onestà nel riconoscere che qualcun altro possa avere un’idea migliore della nostra, e accettarla”.
Anna Calderaro: “Vengo anche io da un’esperienza amministrativa, fino al 2006. Adesso ho sposato un progetto comune, ambizioso e con obiettivi a lungo termine, e non solo nella quotidianità, per Nepi. La prima cosa da fare è fermare la cementificazione selvaggia, il consumo di un territorio, il nostro, che è bellissimo ma non infinito, e perciò va tutelato. Così come va tutelato il centro storico, ma non come slogan, ma attraverso proposte concrete”.
ACQUA PULITA Anche a Nepi, la cittadina delle acque minerali per antonomasia, l’acqua che esce dai rubinetti presenta percentuali d’arsenico oltre la norma. Un problema che riguarda la grande maggioranza della provincia, ma che nel centro nepesino è anche un questione di orgoglio, e d’immagine. Ecco le ricette dei tre candidati per arginare il problema, tenendo conto che in questo ambito i poteri del Comune sono comunque limitati.
Per Luca Sbaraglia, bisogna ragionarci su: “Perché – spiega il candidato del Movimento Cinque stelle - pensare di dearsenificare tutta l’acqua, quella per usi potabili e quella per altri usi, è impossibile. Una soluzione a breve termine non c’è, anche per questioni di costi troppo elevati. Così come sono elevati i costi di manutenzione dei dearsenificatori. Se non è possibile per il momento portare acqua potabile nelle case, aumentiamo le fontanelle pubbliche. A lunga scadenza, poi, potranno essere studiate nuove soluzioni, più definitive”.
Anna Calderaro la pensa in modo diverso: “Le fontanelle non sono la risposta – dice la rappresentante di Tu per Nepi perché sarebbe come tornare a prima della guerra, quando le case non avevano l’acqua corrente e bisognava scendere in strada per fare scorta. Pensiamo intanto a rendere più efficienti le apparecchiature che già ci sono. E poi cerchiamo sorgenti alternative, altrove lo stanno già facendo e con successo, e i costi non sono eccessivi”.
Pietro Soldatelli: “Sull’argomento abbiamo svolto un’intensa attività consigliare negli ultimi anni – sottolinea il candidato di Progetto Comune per Nepi – Bisogna intervenire presto, aumentando il numero delle fontanelle. I dearsinificatori, poi, non sono certo la soluzione. Pensiamo ad altre strade: individuare nuove fonti, miscelare l’acqua per abbassare la percentuale di arsenico, dare una corretta informazione. Il Comune, secondo me, può fare tanto. E se sarò eletto sindaco andrò all’assemblea Ato e chiederò il ricalcolo della tariffa, perché non è giusto pagare tanto per un’acqua che non è buona”.
AL LAVORO Cosa possono fare, i sindaci, per rilanciare l’occupazione? L’argomento è vasto, le ricette diverse. Anna Calderaro: “La crisi ci ha preso quando già eravamo deboli, perché si era puntato tutto sull’edilizia tralasciando altri settori economici e di sviluppo. Penso al turismo, che va rilanciato puntando anche all’inserimento in qualche circuito internazionale. Poi ci vuole meno burocrazia, più semplificazione per chi vuole aprire un’impresa, specie se giovani e/op donne, fasce che dovranno beneficiare anche di appositi contributi, magari anche grazie ad accordi specifici con le banche”.
Soldatelli: “Sto girando tanto, per questa campagna elettorale, e un cittadino su due chiede lavoro. Ora, non spetta certo al sindaco garantire un’occupazione in cambio del voto, però posso dire che abbiamo a cuore il problema. Nella nostra lista c’è un candidato che viene dalla ceramica Vallelunga, che ha 80 dipendenti in mobilità, così come vogliamo tutelare la Casa di Cura, che al di là della proprietà va salvaguardata perché è un patrimonio di Nepi”.
Sbaraglia: “D’accordo, il Comune non può garantire posti di lavoro. Però può creare situazioni di sviluppo. Nel nostro programma, condiviso coi cittadini, c’è ampio spazio per il turismo. E’ ora che Nepi sfrutti le sue bellezze, la sua posizione strategica sulla Cassia, le Terme dei Gracchi, per le quali si potrebbero realizzare delle piccole strutture e trasformarle in pozze termali come accade a Viterbo. E poi, rilanciamo l’agricoltura, che è nella tradizione di Nepi: basta consumare suolo, facciamone una ricchezza. Così come si può creare occupazione con il trattamento dei rifiuti”.
LA CITTA’ CHE VERRA’ Ma Nepi non rischia di diventare periferia di Roma, di essere inglobata nell’area metropolitana della capitale e diventarne uno dei tanti sobborghi provvisori? Si aprirebbero a quel punto degli scenari anche sociali tutti da valutare. Cosa ne pensano i tre candidati? Sbaraglia:“Nepi si deve differenziare, e deve fare delle sue differenze una forza. Bisogna recuperare e valorizzare la sua dimensione originaria, agricola, storica umana. I ritmi lenti, le piste ciclabili e il verde, il centro storico. Per le politiche sociali, pensiamo anche ai bambini, alla loro crescita e occupazione in una città dove un asilo sta per chiudere”.
Calderaro: “Recuperiamo il senso della nostra comunità, aperta e accogliente, ma senza cementificare, semmai riqualificando il centro storico. Rendiamo migliore la qualità di vita dei cittadini, ripartendo dai servizi essenziali, il servizio di medicina scolastica, il consultorio famigliare, migliorando la situazione del poliambulatorio, che in certe cose è drammatica, penso allo sportello per la prenotazione delle visite, che chiude troppo presto. E ancora: il diritto alla casa, alla sicurezza, l’integrazione degli immigrati”.
Soldatelli: “La popolazione negli ultimi anni non è cresciuta di numero, il territorio è grande e può accogliere ancora tanti abitanti. Semmai va ripensato il piano regolatore, studiato in tempi in cui la crisi era lontana e anzi c’era il boom edilizio. Vogliamo uno sviluppo urbanistico sano, e non sregolato. Sei centri residenziali sul territorio sono sicuramente troppi. Roma? Deve essere una risorsa da sfruttare, magari per il turismo: riapriamo le Terme dei Gracchi, rendiamo più accessibile il palazzo dei Borgia, le mura fanesiane. E creiamo, insieme ad altri paesi vicini, un marchio d’identità dell’area Etrusco-Farnese”.
LA DOMANDA DALLE CENTO PISTOLE Ma cosa farete, come prima cosa, se sarete eletti sindaci? Calderaro: “Convocherò un consiglio comunale aperto per discutere della Tares del 2013, una vergogna. Una tassa troppo alta, che va rimodulata e semmai andranno anche risarciti quelli che hanno pagato di più. Un primo passo di trasparenza verso il bilancio partecipato”. Soldatelli: “La riduzione fiscale è un tema urgente, che va affrontato. Il Comune così com’è spende troppo, e per cose assurde come le spese legali. Si può tagliare molto, a beneficio di tutti i nepesini”. Sbaraglia: “Sceglieremo gli assessori con degli appositi bandi pubblici, che premieranno le competenze, senza favoritismi o strani giochi. E anche per noi le tasse sono tra le prime cose da discutere”.