

di Fabio Tornatore
VETRALLA - Spunta un racconto a Vetralla, la storia di una testimonianza diretta di quanto accadde nei primi giorni del giugno 1944, nelle campagne della cittadina: il racconto di come cadde, e dove, quel caccia americano che ora l'Università di New Orleans sta cercando, per riportare i resti del pilota in patria e ai suoi cari.

Il resoconto è di Marco Rosati, figlio di una delle famiglie sfollate nelle campagne vetrallesi in quel periodo, quando i bombardamenti infuriavano in tutta Italia, devastando anche i paesi e i borghi della Tuscia: 'ho ritenuto opportuno scrivere queste poche righe ,dopo aver letto la cronaca riportata da Viterbo News 24 https://www.viterbonews24.it/news/da-new-orleans-a-vetralla:-sulle-tracce-dei-soldati-della-seconda-guer_156384.htm in merito alla campagna di ricerche in corso nel territorio di Vetralla, per trovare il relitto del caccia Curtiss P40 e del suo pilota abbattuti nel Giugno del 1944'.
'Le notizie che fornirò' spiega Marco Rosati 'mi vengono dai racconti di mio padre Domenico Rosati, Nato a Vetralla il 5-02 1929,venuto meno nell’ottobre del 2024 che in quel periodo era sfollato con la sua famiglia, mio nonno mia nonna e i miei zii, nel casolare di campagna in località Molini, Vetralla, dopo aver perso l’abitazione a Piazza della Rocca 20 , fortemente danneggiata dai bombardamenti Alleati'.

'L’abbattimento del caccia americano è stato oggetto di racconti dettagliati, sia per la vicinanza del luogo dell’impatto alla residenza di guerra della mia famiglia di origine, sia per i trascorsi che ne derivarono, fortunatamente senza conseguenze. Dalla testimonianza di mio Padre, l'aereo cadde abbattuto dalla contraerea tedesca della Divisione corazzata Hermann Göring in ritirata verso nord per andare a costituire quella che poi divenne la Linea Gotica dopo la liberazione di Roma del 2 giugno del 44. La divisione corazzata Göring ,che si ritirava verso nord sulla Cassia e sulla strada Vetrallese, direzione Tuscania, era già più volte stata oggetto di mitragliamenti a bassa quota da parte degli americani, e appunto per questo era allertata per la difesa contraerea'.
'Il giorno dell’abbattimento' racconta Marco Rosati 'l'aereo pilotato dal comandante Laurence Flory cadde in fiamme, come riferito da mio padre, in località Alvagnano Molini. Il pilota fu visto privo di vita ,bruciato nella carlinga. L’aeroplano nell’impatto perse il motore con l’elica che si divise dalla fusoliera. Mio padre e mio zio, Francesco Rosati, poco più che adolescenti, andarono sul luogo dell’impatto, che dista circa 500 mt in linea d’aria, dal casolare tuttora di famiglia e, come mi fu raccontato, visto il motore staccato un Allison 12 cilindri a V di dimensioni importanti, con un peso di circa 650kg, pensarono bene di rotolarlo a mano fino al casolare, ritenendo di poter dare una mano alla famiglia con questo recupero importante'.
'Circa 2 giorni dopo l’impatto' continua 'delle pattuglie tedesche accompagnate dai Carabinieri vennero a requisire i resti dell’aereo, comprese le spoglie del povero pilota caduto, ma non trovando il motore, perquisirono, guidati dai Carabinieri, le case limitrofe alla zona di impatto. L’arrivo dei tedeschi in casa nostra, mi venne descritto da mio padre, non fu esattamente cordiale, il motore fu sequestrato, e le conseguenze minacciate dalla Wehrmacht nei confronti di mio nonno, Pietro Rosati, furono degradate ad un invito a punire la bravata di due adolescenti, grazie all’intervento dei Carabinieri di Vetralla a favore di mio nonno, notabile paesano'.
'Ma non finì tutto. Il motore fu portato via, ma le pale dell’elica furono recuperate e vendute a un meccanico del posto che ne ricavò gli involucri per degli accendisigari'.
'Questo è il racconto che mi è stato tramandato' conclude Rosati 'e che le notizie delle ricerche da parte dell'Università di New Orleans hanno riportato alla memoria. Personalmente a riprova della storia tramandata, posso solo dire di aver avuto tra le mani un serbatoio di ossigeno per le alte quote di un P40 con un foro di proiettile, rinvenuto nel mio casolare prima del recupero edilizio, reperto andato purtroppo rubato in un furto di appartamento'.