ANNO 16 n° 76
'Rigenerazione urbana: l'approvazione andava fatta dopo le elezioni'
Duri i consiglieri di minoranza che sbottano: 'E' una mossa politica'. Parroccini: 'Nessuna forzatura, abbiamo solo rispettato i tempi'

 

CIVITA CASTELLANA - 'L'approvazione delle deliberazioni sulla rigenerazione edilizia urbana è stato un atto puramente politico e inopportuno. Per rispetto dei cittadini sarebbe stato meglio rimandarlo a dopo le elezioni, in modo da avere un quadro politico chiaro e definito'. I consiglieri di minoranza contestano l'atto approvato in consiglio comunale e bocciano la tempistica con la quale è stato presentato il provvedimento. Il motivo: gli interventi previsti andranno ad imprimere nei prossimi anni una forte spinta sullo sviluppo urbanistico della città, per questo motivo, secondo l'opposizione, la votazione doveva essere rimandata all'esito dei seggi e non prima. Ma facciamo un passo indietro. Consiglio comunale del 12 marzo, probabilmente l'ultimo di questa legislatura, salvo eccezionalità. All'ordine del giorno c'è la richiesta di approvazione di 4 articoli di recepimento delle disposizioni attuative della legge regionale del 2017 sulla rigenerazione urbana recentemente aggiornata dalla legge regionale 12/2025. Si tratta, in estrema sintesi, di un pacchetto di norme che punta a recuperare aree degradate, dismesse o sottoutilizzate limitando il consumo di suolo nuovo. Serve il voto della maggioranza per avallare le disposizioni attuative di competenza comunale. La maggioranza dice 'si' e la votazione passa, e a nulla valgono i tentativi della minoranza di fare dietrofront.

'Questa proposta - ha spiegato Biondi del M5S - andrà ad impattare sul piano regolatore, e siccome non c'è una scadenza precisa di legge e non si va ad arrecare nessun danno a soggetti pubblici o privati, sarebbe stato meglio rimandare il voto'. Per Nicoletta Tomei, Pd: 'Si tratta di una votazione prettamente politica, dettata da una scelta politica che non deve essere presa a ridosso delle elezioni'. Rincara la dose Cavalieri, RC: 'Questa amministrazione ha avuto 5 anni di tempo per fare le scelte politiche del caso, credo sia inopportuno presentare un piano di sviluppo della città a due mesi dalle elezioni, anche perché questa operazione va accompagnata da atti programmatori e pianificatori per lo sviluppo della città'.

Secca la replica del presidente di commissione Gasperini e del vicesindaco Parroccini: 'Con la modifica della legge la Regione ha fissato una nuova scadenza. Il lavoro preparatorio, propedeutico all'approvazione degli articoli, è stato avviato questa estate. Per poter arrivare a una deliberazione è necessario preparare tavole e documenti, che hanno richiesto tempo e impegno da parte dell'ufficio tecnico. La scadenza è stata rispettata e non c'è nessuna norma che ci vieta di discutere oggi di questo argomento'.




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