ANNO 8 n° 53
Truffa milionaria ai danni di piccoli risparmiatori, Fazi ''Estraneo a tutto''
Il viterbese arrestato davanti al gip
24/01/2018 - 02:31

VITERBO – ''Sono totalmente estraneo ad ogni cosa. Mi limitavo a fare dei lavori su commissione''. Niente di più. Luca Fazi unico viterbese arrestato per il fallimento della Hi Real Spa si è presentato ieri mattina davanti al gip Rita Cialoni per l’interrogatorio di garanzia. Un interrogatorio per rogatoria, durante il quale ha chiarito la sua posizione. L’uomo, proprietario di una copisteria nel quartiere Paradiso, si è detto del tutto estraneo alla bufera giudiziaria che ha investito i vertici della società immobiliare milanese, l’Hi Real Spa, la prima del settore ad essere quotata in borsa e dichiarata fallita a maggio del 2016.

Fazi, assieme ad altri otto manager della società, è finito in manette a seguito di un’ordinanza firmata dal gip di Milano, Maria Carla Sacco: per la Procura lombarda, il management aziendale avrebbe messo in piedi un raggiro sofisticatissimo per truffare piccoli e medi risparmiatori. Tra i tanti, anche nella provincia di Viterbo.

Avrebbe creato un finto aumento di capitale, pari a 7 milioni e 620 mila euro, per mascherare una situazione finanziaria al collasso. Ma anche per truffare investitori e istituti di credito che così, rassicurati dalla solidità dell’azienda, acquistavano e cedevano azioni riconducibili a fondi di investimenti in realtà privi di valore.

Ed è per questo che i nove arrestati sono finiti in manette con le accuse di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, alla falsificazione di documenti, alla truffa, alla bancarotta fraudolenta e all'esercizio abusivo di attività finanziaria.

La Guardia di Finanza milanese ha proceduto nei giorni scorsi al sequestro di capitali per oltre 16 milioni di euro, l’equivalente di quanto secondo l’accusa ''la cricca avrebbe sottratto illecitamente e con l’inganno'' ad ignari risparmiatori, ''creando falsa documentazione economico-contabile e dissimulando lo stato di insolvenza''.

A finire in carcere il broker Marco Sturlese, Franco Maria Mattioli, Alberto Terzilli, mentre per Gianluca Palombo, Augusto Testa, Francesco Paganucci, Alessandro Colamonici, Claudio Nunzio Pezzella e il viterbese Luca Fazi sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Ieri gli interrogatori, durante i quali l’imprenditore, assistito dal suo legale Marco Valerio Mazzatosta, si sarebbe detto estraneo alla vicenda.

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