ANNO 10 n° 48
''Stop ai messaggi spazzatura on line''
L'indignazione contro un certo tipo di pubblicità che sfrutta l'immagine delle mamme
13/02/2020 - 14:33

VITERBO - Nella settimana il cui si è celebrata la giornata contro il cyberbullismo e dalle autorità preposte è arrivato in monito a non abbassare la guardia sui rischi della rete soprattuto per i più giovani, arriva in redazione la segnalazione di una lettrice che pubblichiamo di seguito:

''Egr. direttore,

Le scrivo a seguito di una situazione molto spiacevole che si è venuta a creare sulle pagine on – line di un noto giornale della nostra provincia. Nei giorni scorsi più volte anche contemporaneamente in più spazi sono apparsi annunci pubblicitari che ritengo poter definire “osceni ”. Il messaggio pubblicitario ritraeva una donna in atteggiamento provocante e allusorio, una scritta accanto diceva “Flirt moms” , e ancora sotto “ Trova BELLE MAMME nella tua zona” e poi un invito “ iscriviti adesso”. Un chiaro invito alla mercificazione delle donne, del loro corpo e dello stesso ruolo di Mamma. Prima di coinvolgere lei e la sua testata ho scritto alla testata in questione, senza però avere nessun riscontro tranne il silenzio, la non considerazione e quindi la censura.

Allora ho deciso di rendere questa mia riflessione pubblica perché ritengo che non possiamo più tollerare che messaggi spazzatura come questi infestino anche i giornali che ritengono di fare informazione arrivando ai nostri figli. Da madre e da insegnante quale sono, ritengo che sia giunto il momento di prendere posizione quando tutto intorno a noi sembra essere piegato alla logica dell’interesse economico e materiale. Quando tutto diventa consumo sulla pelle peraltro delle donne. Nelle fasce orarie in cui ho visto tali immagini chiunque, anche i nostri ragazzi più giovani, potevano e possono imbattersi in un messaggio così volgare e offensivo per le donne e per il ruolo di madre. Io ritengo che la legge tuteli gli utenti da tutto questo e se qualcuno pensa di essere al di sopra o si giustifichi il tutto con un “ così fan tutti”, i cittadini liberi devono esporsi e se occorre fare ricorso alle autorità competenti, come farò io, lo devono fare.

Mi piacerebbe sapere se sono sola a pensarla così, se le nostre Istituzioni civili e religiose hanno qualcosa da dire. Se non sia il caso di mettere anche questo tipo di argomenti al centro del dibattito e del confronto pubblico nella nostra città e nella nostra provincia.

Nella speranza di aprire un confronto costruttivo, Le porgo i miei più cordiali saluti''.

Marta Vicedomini






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