ANNO 9 n° 349
Sicurezza violenta in discoteca,
quattro buttafuori a processo
Accusati di sequestro di persona, lesioni e minacce, in quattro sono finiti alla sbarra
23/11/2019 - 06:59

CAPRAROLA – (b.b.) Buttafuori violenti in una famosa discoteca a Caprarola, vicino alle rive del lago di Vico. In due occasioni avrebbero rinchiuso alcuni avventori del locale dentro uno stanzino e li avrebbero picchiati. In un'altra invece, uno di loro si sarebbe scagliato contro un ragazzo, rompendogli il setto nasale e causando 90 giorni di prognosi.

Per questo in quattro sono finiti alla sbarra, di fronte al giudice Gaetano Mautone: devono rispondere a vario titolo di sequestro di persona, lesioni aggravate e minacce.

I buttafuori, di età compresa tra i 53 e i 35 anni tutti provenienti da Viterbo e da piccoli centri della Tuscia, in più occasioni avrebbero seminato il panico all’interno della discoteca.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, anche grazie all’ausilio di Facebook per il loro riconoscimento, nell’agosto del 2014 uno degli agenti della sicurezza della discoteca, classe 1976, avrebbe aggredito un coetaneo spaccandogli il setto nasale. Mentre, a novembre dello stesso anno e nel gennaio del 2015, gli altri tre imputati avrebbero ''privato tre uomini della libertà personale, costringendoli con la forza in locali esterni alla pista da ballo della discoteca, cagionandogli lesioni personali e trattenendoli contro la loro volontà fino all’arrivo dei militari dell’Arma''. Minacciandoli inoltre di non denunciare l’accaduto.

Da qui le accuse di sequestro di persona, lesioni aggravate in concorso e minacce: una delle vittime sarebbe arrivato in ospedale con un trauma facciale e uno addominale, nonché con profonde ferite e diverse ecchimosi sul viso e al naso. Un altro avrebbe ricevuto talmente tanti colpi al volto da riportare una ferita scomposta della mandibola, con una lesione di oltre 60 giorni.

Il processo partirà a maggio del 2020: prima l’ammissione delle prove, poi inizieranno a sfilare in aula i testimoni dell’accusa.







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