ANNO 9 n° 113
''Sensi dannunziani''
a Palazzo dei Priori
Lo spettacolo è andato in scena martedì 13 settembre
15/09/2011 - 04:00

E' andato in scena il 13 settembre nella bellissima cornice di Palazzo dei Priori, lo spettacolo 'Sensi dannunziani', un'opera di e con Maria Rosaria Omaggio.

La voce di Eleonora Duseè di Maria Rosaria Omaggio, mentre quella di Gabriele D’Annunzio è quella di Silvano Torrieri. Ad accompagnare musicalmente le letture Andrea Pelusi, con fisarmonica e flauto traverso.

“Io vorrei che tutti i tuoi sensi fossero chiusi ad ogni altra sensazione che non ti venisse da me.” Gabriele D’Annunzio

Sensi Dannunziani è un reading su musica scrupolosamente costruito utilizzando

testi autentici, tratti da raccolte poetiche, da romanzi e opere teatrali di D’Annunzio e dalle lettere ritrovate della Duse per raccontare queste grandi figure della cultura italiana al di sopra e al di là delle conoscenze abituali. L’epistolario della grande attrice è stato ritrovato nel baule del corredo da monaca della figlia della Duse e a marzo 2012 verrà pubblicato da Bompiani. Accedere in anteprima a questi documenti inediti ha reso possibile ricostruire il loro reale rapporto, mettendo a fuoco la differenza di età e di posizione sociale – la Duse era maggiore di cinque anni, già affermata e circondata da personaggi importanti che si rivelarono preziosi per la carriera del giovane Vate.

“Io credevo che per me potesse tradursi in realtà il sogno di tutti gli uomini intellettuali: - essere costantemente infedele a una donna costantemente fedele.” Questa frase, tratta da “L’innocente”, romanzo scritto dal Vate a Napoli nel 1892, poco prima della sua relazione con la celebre attrice Eleonora Duse, con la quale ebbe inizio nel 1897 la stagione centrale della sua vita, ben riassume il suo indomito carattere di amante.

È in questo periodo che si situa gran parte della drammaturgia dannunziana che è piuttosto innovativa rispetto ai canoni del dramma borghese o del teatro dominanti in Italia e che non di rado ha come punto di riferimento la figura attoriale della Duse. La relazione con

Eleonora Duse si incrinò nel 1904, dopo la pubblicazione del romanzo “Il fuoco”, in cui il poeta aveva descritto impietosamente la loro relazione, mettendo anche l’accento sui cinque anni in più che lei aveva.

Ogni brano è stato rigorosamente scelto, come la musica: dal tema composto per “La sera fiesolana”, “Ideale” e “Falce di luna calante” di Tosti a “Impressioni di settembre” e “Il Vate”, appositamente scritti ed eseguiti da Andrea Pelusi, musicista pescarese.






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