ANNO 9 n° 262
Riviera degli Etruschi: ingiunzioni pronte
I campeggiatori sperano in un intervento diretto dell'Università Agraria
29/04/2019 - 06:49

di Monica Di Lecce

TARQUINIA – I campeggiatori di Riviera degli Etruschi muovono i primi passi legali dopo il fallimento della Maretour. Chi ha pagato l’anticipo sulla stagione, prima della dichiarazione di fallimento della società che gestisce il campeggio, presenterà proprio in questi giorni l’ingiunzione. C’è tempo fino a domani, 30 aprile, per essere inserito nell’elenco dei creditori.

Si parla complessivamente di circa 60mila euro versati alla Maretour come caparra per una stagione che al momento non partirà. E di certo non partirà con questa società.

C’è anche chi sta preparando la rivendica per tornare in possesso dei propri beni personali lasciati all’interno del campeggio e per questo sta raccogliendo tutti i documenti e qualsiasi pezzo di carta che dimostri la proprietà delle sue cose all’interno del camping.

Al di là del danno economico rivendicato dai campeggiatori, c’è una questione affettiva che non ha prezzo. La Riviera degli Etruschi è il campeggio dove molti di loro sono cresciuti, una sorta di seconda casa. Ed è proprio il lato affettivo che muove le corde di un nutrito gruppo di campeggiatori che chiedono all’Università Agraria, proprietaria del terreno un intervento diretto. Uno di loro ha scritto al vicepresidente dell’ente. ''La paura più grande – scrive in un passaggio della mail - è che chiudendo un anno, si farà ancora più fatica a ripartire per le stagioni successive ed è per questo che i campeggiatori sarebbero disponibili a venirvi incontro e trovare un accordo per l'estate 2019 ormai alle porte. Vorrei dare notizie al gruppo il prima possibile poiché ci sono situazioni molto diverse, comprese parecchie coppie di anziani che erano abituate a trascorrere tutta la stagione da voi''.

I campeggiatori si accontenterebbero anche una ''stagione a metà'' pur di salvare il salvabile oggi e garantire uno spiraglio sul futuro del campeggio domani. Ma ci sarebbero delle questioni, sostengono alcuni rumors, quali l’impossibilità di assumere o di pagare personale, che impedirebbero all’Università Agraria una gestione diretta del sito. I campeggiatori si sforzano a mantenere acceso il lumicino della speranza.

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