ANNO 16 n° 85
Risarcimento record: chiesti 160 milioni per le nocciole della Tuscia
Gił l'80% della produzione viterbese. La Regione ha richiesto il maxi risarcimento al Ministero dell'Agricoltura
Fabio
03/01/2026 - 02:07
di Fabio Tornatore

VITERBO - La Regione Lazio ha chiesto il maxi risarcimento di 160 milioni di euro al Ministero dell'Agricoltura per indennizzare i produttori di nocciole della Tuscia dopo il crollo della produzione del 2025.

La calamità principale è stata rilevata nella Cascola Anomala delle nocciole, ma le cause sono molteplici e più complesse, per la maggior parte legate, a quanto pare, ai cambiamenti climatici.

a Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, la delibera che propone la declaratoria di eccezionalità dei danni causati dalla calamità naturale legata alla cascola anomala delle nocciole e alla forte incidenza di frutti vuoti o danneggiati, verificatasi nel corso del 2025 nel territorio della provincia di Viterbo.
Il provvedimento è finalizzato a richiedere al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il riconoscimento ufficiale dell’evento calamitoso, condizione necessaria per l’attivazione degli interventi di sostegno a favore delle imprese agricole danneggiate.
Dalle verifiche tecniche condotte dall’Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, infatti, è emerso un quadro particolarmente grave: l’evento calamitoso ha interessato l’intera superficie corilicola provinciale, pari a circa 28.000 ettari, con una perdita media dell’80% della produzione ordinaria. Il danno economico complessivo stimato ammonta a 160,8 milioni di euro.
Le cause del fenomeno sono riconducibili a una concomitanza di fattori climatici e biotici, tra cui gelate tardive, anomalie termiche, eccessi di pioggia, stress idrici e fitopatie, che hanno compromesso in modo significativo l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con effetti estesi sia sulle produzioni convenzionali sia su quelle biologiche.
A seguito del riconoscimento ministeriale, le aziende agricole ricadenti nel territorio delimitato potranno presentare domanda per accedere alle misure previste dalla legislazione vigente, che comprendono contributi in conto capitale e agevolazioni previdenziali, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di solidarietà nazionale.
«La corilicoltura rappresenta una colonna portante dell’agricoltura laziale e in particolare dell’economia della Tuscia. I danni subiti nel 2025 dalle aziende della provincia di Viterbo hanno superato ampiamente il rischio ordinario d’impresa, mettendo in seria difficoltà centinaia di produttori. Con questa deliberazione la Regione Lazio compie un passo fondamentale per consentire l’attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale. Continueremo a lavorare con il Ministero affinché il riconoscimento dell’eccezionalità arrivi in tempi rapidi e le imprese possano ottenere il supporto necessario per superare questa fase critica e guardare con fiducia alla ripresa produttiva», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini.

'La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, la delibera che propone la declaratoria di eccezionalità dei danni causati dalla calamità naturale legata alla cascola anomala delle nocciole e alla forte incidenza di frutti vuoti o danneggiati, verificatasi nel corso del 2025 nel territorio della provincia di Viterbo' fanno sapere da via della Pisana.

'Il provvedimento è finalizzato a richiedere al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il riconoscimento ufficiale dell’evento calamitoso, condizione necessaria per l’attivazione degli interventi di sostegno a favore delle imprese agricole danneggiate.Dalle verifiche tecniche condotte dall’Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, infatti, è emerso un quadro particolarmente grave: l’evento calamitoso ha interessato l’intera superficie corilicola provinciale, pari a circa 28.000 ettari, con una perdita media dell’80% della produzione ordinaria. Il danno economico complessivo stimato ammonta a 160,8 milioni di euro. Le cause del fenomeno sono riconducibili a una concomitanza di fattori climatici e biotici, tra cui gelate tardive, anomalie termiche, eccessi di pioggia, stress idrici e fitopatie, che hanno compromesso in modo significativo l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con effetti estesi sia sulle produzioni convenzionali sia su quelle biologiche. A seguito del riconoscimento ministeriale, le aziende agricole ricadenti nel territorio delimitato potranno presentare domanda per accedere alle misure previste dalla legislazione vigente, che comprendono contributi in conto capitale e agevolazioni previdenziali, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di solidarietà nazionale.

«La corilicoltura rappresenta una colonna portante dell’agricoltura laziale e in particolare dell’economia della Tuscia. I danni subiti nel 2025 dalle aziende della provincia di Viterbo hanno superato ampiamente il rischio ordinario d’impresa, mettendo in seria difficoltà centinaia di produttori. Con questa deliberazione la Regione Lazio compie un passo fondamentale per consentire l’attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale. Continueremo a lavorare con il Ministero affinché il riconoscimento dell’eccezionalità arrivi in tempi rapidi e le imprese possano ottenere il supporto necessario per superare questa fase critica e guardare con fiducia alla ripresa produttiva», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini'.






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