ANNO 10 n° 55
''Polizia penitenziaria, intollerabili le accuse infamanti''
Il vice segretario Osapp: ''Grave l'atteggiamento di caccia alle streghe''
27/01/2020 - 15:29

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo:

''Negli ultimi giorni, varie testate giornalistiche, riprendendo le conclusioni del comitato contro la tortura europeo, hanno riportato le accuse infamanti contro il Corpo della Polizia Penitenziaria, in particolare contro il Reparto di Viterbo. Oltre ai giornalisti, non potevano mancare garanti, associazioni e un consigliere regionale tutti già noti per la loro attività a favore di Caino. Tutti senza approfondire le affermazioni fatte e senza notare che si tratta di notizie vecchie già esaminate dall'autorità giudiziaria senza alcun riscontro, tanto che i Colleghi non hanno ricevuto mai neanche un avviso di garanzia.

Credo che dietro a questi fatti che, uniti a quelli di Torino e San Gimignano, che in realtà pian piano si stanno sgonfiando, ci sia un chiaro disegno di destabilizzazione per affondare la Polizia Penitenziaria.

Siamo i primi a far emergere le eventuali mele marce, non ci servono i garanti, e lo abbiamo dimostrato nel corso della nostra storia. Chi sbaglia paga.

Ma accuse infamanti senza prove senza indizi, non sono più tollerabili. Siamo stanchi di questi processi sommari, siamo stanchi di essere additati come torturatori, di leggere di fantomatiche squadrette. Non è pensabile che, tutte le categorie che fanno parte del sistema penitenziario (educatori, medici, assistenti sociali, direttori ecc.), siano tutti ciechi e sordi, senza contare le autorità di controllo, quali il Magistrato di Sorveglianza e la Procura della Repubblica. Tutti compiacenti?

Ritengo grave questo atteggiamento di caccia alle streghe, ritengo grave l'assenza della voce del Capo della Polizia Penitenziaria che pur sapendo, tace.

Dovremmo pensare ai messaggi che arrivano, a questioni importanti che se non risolte porterebbero a problemi molto seri, ergastolo ostativo e abrogazione dell'articolo 41 bis o.p.

Dovremmo pensare alla vera rieducazione dei condannati, che, ad oggi, è una chimera. Certo, è strano che questo è evidenziato da un Poliziotto Penitenziario. Ma questa è la triste realtà''.

Giuseppe Proietti Consalvi, vice segretario Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria







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