ANNO 9 n° 229
Per un confine si prendono a picconate e si investono con la macchina
Entrambi sono finiti alla sbarra come imputati e vittime delle aggressioni
18/01/2019 - 01:58

SUTRI – (b.b.) Per un confine e una recinzione sono finiti in tribunale. Entrambi come imputati e vittime per il reato di lesioni. Uno, un israeliano di 46 anni, l’altro un pensionato italiano.

Alla base della furiosa litigata del 15 gennaio del 2015 a Sutri, in un centro residenziale composto da diciotto villette, un piccolo piazzale di confine. ''Di proprietà di tutti i condomini'' secondo il 46enne. ''Solo ed esclusivamente mio'' secondo l’anziano.

Così la litigata.

''Lo abbiamo sentito piantare i paletti per la recinzione e siamo usciti di casa – ha spiegato in aula l’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Petroni – era intenzionato a chiudere quello spiazzo perché, secondo lui, nessun altro avrebbe dovuto passarci. Alla mia richiesta di vedere i documenti che ne attestassero la proprietà, ha cominciato ad alterarsi. Per poi esplodere quando mia moglie ha deciso di chiamare i carabinieri''.

Secondo la ricostruzione del 46enne, sarebbe stato colpito in testa con uno di quei paletti di ferro: ''Ho sentito un fortissimo colpo sulla fronte. Poi mi sono risvegliato a terra completamente coperto di sangue''. Necessario il trasferimento all’ospedale di Belcolle per la medicazione e la sutura della profonda ferita, l’uomo sarebbe ora intenzionato a richiedere il risarcimento dei danni estetici subiti.

''La cicatrice è ancora ben visibile e la ferita ancora fa male. Per mesi ho avuto senso di nausea e continue emicranie''.

Pronta a dar battaglia la controparte: ''In questo racconto c’è da aggiungere che anche il mio assistito è finito in ospedale. Il 46enne, dopo aver scaraventato a terra gli attrezzi da lavoro e alcuni pali della recinzione, avrebbe acceso la macchina e ingranata la marcia avrebbe cercato di investirlo, ferendolo''.

Denunciatisi a vicenda per quelle lesioni, riportate e ricevute, ora sono entrambi alla sbarra e rischiano una condanna penale.

Il processo a loro carico proseguirà a metà maggio.






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