ANNO 9 n° 266
''Per risolvere la Brexit un conclave come a Viterbo''
La versione inglese di GQ suggerisce di prendere spunto dalla storica vicenda
19/05/2019 - 00:22

di Samuele Coco

VITERBO - Dallo storico referendum del 23 giugno del 2016 - con il quale il popolo britannico ha sancito la sua volontà di staccarsi dall'Unione Europea - sono passati ormai quasi tre anni. Da allora però, per i sostenitori del Leave che quella consultazione hanno democraticamente vinto con il 51,9% delle preferenze, nulla è realmente cambiato, ma anzi le procedure per la Brexit sembrerebbero essere entrate in un vicolo cieco.

Con l'attuale Governo britannico - presieduto da Theresa May - che è da tempo impegnato in una quantomai serrata trattativa per ottenere un accordo che consenta di lasciare l'Ue senza dover affrontare una crisi economica, nel Regno Unito stanno crescendo le critiche e i malcontenti per una situazione di stallo che non sembra destinata a risolversi in breve tempo. Così, a proporre una soluzione per uscire dall'impasse ci ha pensato Guto Harri, ex corrispondente da Roma della divisione inglese del magazine GQ.

 

Secondo quanto riportato in un articolo firmato dal giornalista infatti, è stato il Vaticano stesso ad indicare la strada da percorrere per ''prendere una decisione in maniera rapida''. Nel suo pezzo Harri sostiene che per i parlamentari britannici sarà difficile riuscire a trovare una possibile intesa con ''83 giorni di ferie da consumare prima dell'arrivo della sempre più imminente scadenza della proroga sull'accordo di uscita, fissata per il 31 ottobre 2019''. Giunti a questo punto, l'autore prova a suggerire una soluzione possibile: prendere spunto da quanto accade durante il conclave per l'elezione del Papa. Ma l'esempio presentato come riferimento non riguarda uno qualsiasi, bensì quello passato alla storia ed avvenuto a Viterbo.

''Quando l'equivalente papale del parlamento ha faticato a scegliere un successore di Clemente IV - si legge nell'articolo di GQ - la gente di Viterbo chiuse tutto a chiave e consegnò solo pane e acqua. Quando ciò non ha funzionato, hanno strappato il tetto. Poco dopo è stato tutto risolto''.

 

Per una matassa così difficile da districare, la concentrazione e il tempo a disposizione sono due variabili da non ignorare. E' per questo che Harri si avvia a terminare la sua disamina sostenendo la necessità di non sprecare la proroga sulla scadenza dell'accordo concessa dall'attuale Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. ''E' il momento di fare come hanno fatto a Viterbo? - si domanda in conclusione l'ex corrispondente - o è il momento di tornare a chiedere il parere della gente?'' 






Facebook Twitter Rss