ANNO 9 n° 230
Musica barocca e cori in latino dei bambini delle scuole elementari
Nepi, un'ondata di voci bianche ieri pomeriggio ha riempito la chiesa di San Tolomeo
07/06/2019 - 19:12

di Liliana Scaffa

NEPI - Un’ondata di musica. Un’ondata di voci bianche ieri pomeriggio ha riempito la chiesa di San Tolomeo.

Ma questa volta non si trattava del solito saggio di musica. C’era qualcosa di più. Forse per questo che ad accorrere sono state decine e decine di persone, che hanno preso parte ad un vero e proprio spettacolo musicale. Un viaggio nella storia della musica che ha emozionato, ammaliato, affascinato.

“Attraverso questo progetto che abbiamo presentato alla scuola primaria per i bambini frequentanti le classi IVa, IVb e Vb, abbiamo trattato la storia della musica dalla sua nascita fino ad arrivare al periodo Barocco – hanno spiegato Francesca Grassetti e il maestro Giovanni De Lorenzo - E ovviamente, lungo questo prodigioso percorso, non potevamo non soffermarci su alcuni dei compositori più importanti della musica, come Handel, ma soprattutto il nostro compositore, nonché concittadino Alessandro Stradella”.

La recita conclusiva del progetto si era già svolta ieri mattina a scuola, di fronte ai bambini delle altre classi della scuola primaria, ma il concerto in pomeridiana ha consentito un accesso libero, rendendo fruibile a tutti lo spettacolo.

“Il concerto tenuto ieri pomeriggio presso la chiesa di San Tolomeo – sottolineano gli insegnanti di musica - è stato organizzato dall’Associazione culturale Leonardo che ha invitato i genitori e le maestre ad ascoltare i vari brani eseguiti dai bambini”.

Durante l’esecuzione prezioso è stato il contributo del Professor Maurizio Loreti , che ha eseguito un brano di un noto compositore del periodo barocco, Giuseppe Tartini , accompagnato dal Prof. Yohanta Sottile.

Suggestiva l’interpretazione dell’Halleluja dal Messiah di Handel, così come quella di un celebre testo di Fabrizio De André, Geordie, “frutto - come ha spiegato De Lorenzo - di una ricerca storica che Faber fece durante la sua carriera, che ci insegna che la musica non ha tempo e non scade mai, ma che anzi, attraverso la trasformazione può dar vita a nuovi capolavori”.






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