ANNO 8 n° 295
Lo Scarpone riparte da Sutri
Lavoro, Pirozzi: ''Ci sono 200 milioni inutilizzati dalla Regione Lazio''
22/09/2018 - 06:46

SUTRI - Lo Scarpone riparte da Sutri. Ieri pomeriggio l'incontro tra Sergio Pirozzi e i sostenitori del suo movimento nella Tuscia. Con lui il coordinatore provinciale Antonio Tosi e quello comunale di Viterbo Fausto Maria Natali. Buona la risposta della cittadinanza che ha riempito la sala allestita al ristorante La Cantina del Drago. In prima fila il vice sindaco di Sutri Felice Casini. Più indietro, invece, il consigliere comunale viterbese Stefano Caporossi. L'incontro è stato moderato dal giornalista Giovanni Masotti, storico inviato Rai per il Tg1 e Tg2.

Sergio Pirozzi, presidente della XII commissione – Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile e ricostruzione - traccia il bilancio dei primi sei mesi in consiglio regionale, su quanto fatto e su quanto ancora c'è da fare.

TERREMOTO - ''L'unica legge della Regione Lazio che parla di prevenzione del terremoto risale al 1985. Noi ne abbiamo presentato una nuova a luglio che sta andando in commissione'', dice Pirozzi. ''Abbiamo individuato i 43 Comuni più a rischio dove è giusto intervenire. In che modo? La nostra proposta è di mettere a disposizione dei privati un contributo a fondo perduto fino al 50% per gli interventi di adeguamento antisismico delle abitazioni, dando la priorità a quelle costruite prima del 1975 (anno della prima legge antisismica, ndr)''.

RISCHIO IDROGEOLOGICO - ''La mappa aggiornata del rischio idrogeologico del Lazio risale al 2007, siamo l'ultima Regione in Italia. Oggi non sappiamo se a Sutri, Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti ci sono dei nuovi fenomeni a rischio. Bisogna rimappare tutto il territorio e incominciare a intervenire nelle zone più gravi (rischio R4)'', afferma il consigliere regionale.

I Comuni per partecipare devono stilare dei progetti esecutivi e definitivi e molte volte devono ricorrere a dei tecnici esterni. Pirozzi ha un'idea: ''Ho detto all'assessore di fare una convenzione con le università per dare la possibilità ai giovani laureati di cimentarsi nelle progettazioni''.

PADRI SEPARATI - ''Abbiamo inserito per la prima volta la possibilità per i padri separati di poter accedere ai bandi pubblici per l'edilizia popolare. Oggi chi è separato e ha una situazione deficitaria deve lasciare a moglie e figli la propria casa ma ne risulta ancora possessore, anche se di fatto non lo è più''.

E aggiunge: ''Sulla scorta di quello che è stato fatto in Lombardia, sarebbe il caso di fare una legge per dare anche un sostegno ai padri separati, a patto però che trovino le abitazioni nello stesso Comune dovo risiedono i figli''.

POLITICHE OCCUPAZIONALI - Pirozzi ha proposto l'istituzione di un fondo a sostegno dei disoccupati over 40, con un contributo di 8.000 euro all'anno per 3 anni alle aziende che assumono a tempo indeterminato. L'emendamento è stato bocciato dall'Aula della Pisana.

''Ho trovato le risorse tra i fondi per l'occupazione e per l'inclusione sociale. La Regione Lazio per queste due misure ha un budget di 650 milioni di euro. Per le annualità 2014-2020 è stato speso il 48%, ci sono ancora 200 milioni a disposizione. Perché non impegnare queste risorse?'', si chiede l'ex sindaco di Amatrice.

Pirozzi ha proposto la stessa misura anche per i ragazzi che escono dalla case famiglia. ''Penso che se siamo una Regione all'avanguardia dovremmo preoccuparci di duemila ragazzi che sono stati strappati ai genitori. Ieri (giovedì, ndr) questo emendamento è stato bocciato dalla sinistra'', dice amareggiato.

SANITA' - ''Il mio modello di sanità è quello della Lombardia perché privilegia anche la provincia'',  dice il consigliere regionale, che spiega:

''Parliamoci chiaro, dove si vincono le elezioni? Dov'è il centro di potere? A Roma. Questo sta portando al disfacimento della nostra sanità. Ho girato la Lombardia e sono rimasto a bocca aperta di Lecco, un'eccellenza straordinaria. Se non si dotano le province di eccellenze i pazienti devono andare per forza nel grosso centro, e se non c'è tempo e spazio per le prestazioni fanno l'intramoenia e vanno dai privati. E così si spiegano le lungaggini per le liste di attesa anche per fare le cose standard. L'assessore di Zingaretti sta portando avanti un'idea che per me è sbagliata''. 






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