ANNO 9 n° 197
Le mani della 'ndrangheta sugli immobili della Tuscia
Ecco come agiva la cosca a cui sono stati sequestrate 44 proprietà a Faleria. Salvini ringrazia le forze dell'ordine
04/07/2019 - 06:44

FALERIA – Da tre decenni le cosche della ‘ndrangheta aveva allungato i tentacoli nella zona a Nord di Roma. Ma i loro affari si erano estesi anche nella Tuscia dove avevano acquistato beni immobili nella zona di Faleria. 44 gli immobili sequestrati ieri dalla polizia in una delle operazioni di questo tipo mai viste.

Un maxi sequestro da 120 milioni di euro sottratti alla disponibilità della criminalità organizzata. Le famiglie calabresi si erano insediate da tre decenni nei comuni di Rignano Flaminio, Morlupo, Sant’Oreste, Capena, Castelnuovo di Porto, Campagnano e Sacrofano. Avendo disponibilità economiche illimitate si presentavano come benefattori agli imprenditori in crisi. Prestavano loro i soldi a tassi di interesse impossibili. Nell’impossibilità di adempiere al debito, le attività venivano cedute a teste di legno.

Alcune volte le imprese erano rimaste intestate solo sulla carta agli stessi imprenditori, in realtà oramai dipendenti obbligati della ndrangheta. Un sistema che ha portato le cosche ad acquisire patrimoni ed aziende in tutta l'area della provincia nord della città.

Nel caso di un'azienda di legnami, l'acquisizione era avvenuta in maniera legale, ma con minacce ed intimidazioni. L’azienda era andata all’asta e la gara deserta i vari prestanome delle cosche acquisivano l'azienda al ribasso.

Acquisita l'azienda la vendita della legna a tutte le aziende della zona diventata monopolio della cosca. Stesso sistema con quattro allevamenti di bovini, definiti 'Limousine' (vista la loro valutazione economica nel mercato zootecnico: due mila euro a bovino).

A Faleria avevano fatto investimenti immobiliari come ha  ricostruito l’approfondita attività investigativa, svolta da personale del Settore Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Polizia Anticrimine coordinato dalla dott.ssa Angela Altamura, che ha ripercorso ''la carriera criminale''.

 Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha ringraziato le ''forze dell'ordine e agli inquirenti. Ieri ero stato in Calabria per promettere tolleranza zero contro i clan: arresti e sequestri sono la risposta migliore a chi ci chiede pulizia e legalità'', ha commentato il vice premier.

''C'era chi sosteneva che nella Capitale non ci fosse la mafia. Quando lo Stato c'è, non ce n'è per nessuno. Neppure per la mafia'', scrive invece su Twitter Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia.





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