ANNO 9 n° 321
''Lavoro nero e mancanza di sicurezza, come difendersi?''
Lunedì un incontro organizzato da Usb e Potere al popolo
20/06/2019 - 12:42

Riceviamo e pubblichiamo*.

VITERBO - Usb e Potere al popolo affrontano il tema del lavoro nero e dei morti di lavoro, fornendo strumenti concreti di azione da mettere in pratica tutti i giorni sui propri luoghi di lavoro

Lunedì 24 alle ore 19, presso il circolo Arci ''Il Cosmonauta'' (via dei Giardini 11), per il ciclo ''Incontri di inFORMAZIONE'', Potere al popolo invita ad un nuovo appuntamento dal titolo ''Lavoro: la sicurezza dei diritti. Work in progress?''

L’associazione culturale Fanalino di Coda aprirà la serata, immergendo il pubblico nel vivo dello sfruttamento lavorativo.

Luca Paolocci, responsabile Usb Viterbo, affronterà il tema del lavoro nero e, dall’ancor più subdolo, lavoro grigio. Quest’ulitmo fornisce l’entusiasmo iniziale della firma di un contratto, la tanto agognata messa in regola, per poi rendersi conto che non corrisponde minimamente al reale. Spesso le ore settimanali registrate sono pari a quelle che il lavoratore svolge in una sola giornata. I controlli, se passano, non trovano nulla di anormale, invece il lavoratore viene privato di diritti e tutele, pensiamo a ferie, malattia, contribuzione. Inoltre si è costretti ad operare senza le minime disposizioni riguardo a salute e sicurezza.

In proposito verranno presentati i risultati dell’inchiesta ''Commercio totale'', un’indagine svolta sul terriotorio che portato alla luce dati allarmanti. È emersa l’assenza, quasi totale, dei basilari dispositivi di protezione individuali e, anche quando sono presenti, non sono adatti al singolo lavoratore, tanto da rappresentare più un ostacolo che un aiuto.

È obbligo del datore, invece, fornire i Dpi ergonomici e personalizzati ad ogni dipendente che sia subordinato o a chiamata.

Le testimonianze mettono in luce anche come turni parcellizzati, contratti precari e frenesia nello svolgimento delle mansioni pesino sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.

Dalla crisi ad oggi, nella Tuscia, sono raddoppiati i part time involontari, cioè imposti. Una scelta voluta dai datori per mantenere più basso il costo del lavoro e fare maggiore ricorso alla flessibilità. L’ultima frontiera dello schiavismo nel settore sono i lavoratori interinali, i promoter e i merchandising, assunti tramite cooperative, che gestiscono il rifornimento notturno. La maggior parte dei negozi stipulano tramite agenzie contratti interinali dai tre ai cinque giorni, mentre i lavoratori operano per mesi. Scaricano i camion, spacchettano i colli e sistemano gli scaffali senza pause e senza misure di sicurezza. Lavorano per turni di nove ore con una paga media di 50 euro.

Oltre la fondamentale parte normativa applicabile a tutti i settori, l’inchiesta si concentra sul commercio. Settore, questo, non scelto a caso ma perché pretende di dettare i ritmi, non solo di lavoro, ma della stessa vita, a tutti i lavoratori della filiera agroalimentare, dai campi agli scaffali, passando per la logistica.

Paolocci fornirà degli strumenti di azione pratici che i lavoratori potranno mettere in campo tutti i giorni per difendersi concretamente dallo sfruttamento a cui sono soggetti.

Lavoratori, rappresentanti sindacali e responsabili per la sicurezza sono invitati a partecipare.

La serata si concluderà con la cena, per la quale è possibile effettuare la prenotazione.

*Usb Viterbo e Potere al popolo Tuscia







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