

VITERBO – (An. Ar.) Mi è semblato di aver visto un gatto. O forse era una pantera. O meglio ancora, era un cinghiale. Dubbi avvistamenti zoologici sulla Cassia nord, nella zona del bivio della Commenda. E’ iniziato tutto l’altra notte, quando una famiglia residente nella zona ha avvertito dei rumori fuori casa. Usciti per andare a controllare – la zona è isolata, la madre dei delinquenti è sempre incinta ed è meglio stare in guardia -, hanno visto soltanto un’ombra nera che si squagliava nella notte. Ed è partito l’allarme. Una pantera? E’ quello che hanno raccontato i giornali, infiocchettando la notizia. D’altronde, c’erano almeno un paio di buone ragioni per supporlo: da quelle parti, fino a lunedì scorso, ha stazionato un circo (ma non risultano denunce di scomparse di pantere, né la presenza effettiva di un felino del genere nello spettacolo); secondo, perché la storia d’Italia è piena di avvistamenti pantereschi, sin da quella che a cavallo degli anni Novanta s’aggirava per le campagne romane, fino alle ultime segnalazioni in Sicilia e nella Maremma (2011). Qualche anno fa anche nella Tuscia venne fuori un appanteramento: tra Orte e Gallese, con tanto di caccia grossa nei boschi andata rigorosamente a vuoto.
Le forze dell’ordine hanno risposto prontamente alla chiamata dei cittadini. Prima i carabinieri, poi la guardia forestale e infine i vigili del fuoco, che con le loro fotocellule hanno illuminato la campagna (nella foto). Risultato? Nada de nada. Al frequentatissimo bar dell’incrocio, quello della stazione di servizio, non ne sanno nulla, benché la voce si sia già sparsa tra i residenti della zona. Specialmente tra gli agricoltori e gli allevatori. “Me lo hanno detto – dice uno di loro – ma io ho tanti animali e in queste notti non ho sentito nulla di strano. E di solito quando le capre o le galline avvertono la presenza, l’odore, di animali selvatici e per di più carnivori, si agitano molto. Più probabile che si sia trattato di un cinghiale: da queste parti ce ne sono ancora molti”. E nelle tenebre può capitare di confondersi, e di farsi prendere dalla suggestione. Nella speranza che per una volta la spiegazione più semplice sia davvero quella giusta.