ANNO 9 n° 316
La locazione abitativa
Rubrica Casa: consigli sull'immobiliare (vendita, affitto, contratti...)
22/04/2014 - 11:17
di Fabio Olivieri

In un periodo in cui le vendite di case sono diminuite di circa il 50% rispetto al loro ultimo picco (anno 2006), con i tempi che sono quantomeno triplicati, ed i prezzi hanno subito un drastico abbassamento, succede che molti proprietari ripiegano sulla locazione: a volte come soluzione temporanea altre come definitiva.

Ma la locazione abitativa è un mondo vasto e complesso, che sarebbe bene conoscere per non incorrere in contratti non a norma, con le conseguenze di legge.

Innanzitutto esistono 2 tipi di contratti: LIBERO, la cui durata è stabilita per legge in 4 anni + 4 di rinnovo ed il canone è deciso liberamente dalle parti; CONVENZIONATO, la cui durata è 3 anni + 2 di rinnovo ed il canone è stabilito in base a degli accordi presi dalle principali associazioni di proprietari e inquilini.

Alla prima scadenza il proprietario può mandare la disdetta solo in alcuni casi specifici come ad esempio quando l’immobile serve a lui, al coniuge, ai genitori, ai figli o parenti entro il 2° grado, quando l’immobile ricade in un edificio gravemente danneggiato ed abbisogna di essere ricostruito, quando il conduttore ha disponibilità di un altro immobile idoneo situato nello stesso Comune, e pochissime altre situazioni.

Alla seconda scadenza, invece, sia il proprietario che l’inquilino possono attivarsi per il rinnovo a nuove condizioni o per la cessazione del rapporto: qualora nessuno dei due si adoperi, il contratto si rinnova alle medesime condizioni se si tratta di contratto a canone CONVENZIONATO o si scioglie se si tratta di contratto a canone LIBERO.

Fiscalmente entrambe le tipologie di contratto possono essere soggette alla cedolare secca.





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