ANNO 9 n° 293
''Io, costretto a chiudere un'ora prima per non restare a piedi''
Disagi e proteste per la cancellazione del treno delle 20.01 da viale Trieste. Il caso del fotografo Simone Gambinossi e di altri 50 pendolari dimenticati da tutti
17/09/2019 - 06:49

di Simone Lupino

VITERBO - ''Ci scusiamo con i gentili clienti, ma a causa dei tagli alle corse della Ferrovia Roma Nord d'ora in poi siamo costretti a chiudere con un’ora di anticipo per non restare a piedi''.

Non lo ha scritto in maniera così esplicita, ma è questo il senso del post con cui Simone Gambinossi ha annunciato su Facebook il nuovo orario di chiusura del suo negozio di fotografia a Viterbo, in via San Faustino. Per cui, a partire da questa settimana - “fino a nuova comunicazione” - saracinesca abbassata alle ore 18.30, invece che alle 19.30. Salvo appuntamenti da prenotare via telefono. Poche righe a cui hanno risposto con messaggi di solidarietà altri utenti della stessa linea, che vivono ogni giorno disagi più o meno simili.

Gambinossi, originario di Firenze, ma residente a Vallerano, è uno dei tanti pendolari – con lui anche la socia e compagna Cristina - rimasti orfani del treno che fino alla settimana scorsa alle 20.01 partiva dalla stazione di viale Trieste in direzione Civita Castellana, l’ultima corsa della sera. Si tratta del treno che a fine giornata riportava a casa, nei piccoli centri dei Cimini, gli ultimi pendolari e gli studenti universitari che facevano più tardi. ''In tutto una cinquantina di persone – dice Gambinossi -. E parlo solo di viaggiatori abituali, che pagano l’abbonamento''. Che adesso stanno valutando se rivolgersi o meno ai legali per capire se c’è un modo per riavere indietro il loro treno: ''Forse si potrebbe ipotizzare l’interruzione di pubblico servizio, ma la vedo difficile”, aggiunge il fotografo scoraggiato.

Da ieri, invece, con l’entrata in vigore del nuovo e contestato orario invernale, l’ultimo treno per rientrare è quello delle 18.21, dopo di che niente più corse fino al mattino seguente. Ma Gambinossi non prenderà neanche quello: ''Userò il pullman del Cotral delle 18.45 da piazzale Gramsci''.

Nel suo post il fotografo parla di ''cause indipendenti dalla nostra volontà'', e ironicamente ringrazia ''Atac Roma che, seguendo un trend ormai diffuso e consolidato in Italia, ha contribuito a dimostrare che il cambiamento per noi comuni mortali (meglio ancora se studenti e lavoratori) è sempre e comunque peggiorativo''.

''Sono una persona pacata - dice, e lo si capisce dal tono della voce - ma stavolta sono molto arrabbiato. Mi dispiace che dalle istituzioni viterbesi nessuno abbia alzato la voce contro questi tagli. Di fatto dopo le 18.21 la città è come se fosse isolata. E pure per gli studenti che la mattina devono venire a Viterbo la vita non sarà facile: è prevista infatti solo una corsa utile (quella delle 6.20 con partenza da Catalano, ndr)''.

Il negozio di fotografia di Gambinossi, specializzato in matrimoni, è aperto dal 2011: ''Da allora sono venuto a Viterbo da Vallerano sempre in treno. Partenza alle 7.10 e ritorno alle 20.01''. In questi anni è stato testimone del lento declino della ferrovia, ''il progressivo decadimento del materiale rotabile - lo definisce lui - qualcosa che non si vede su altre linee ferroviarie''. E poi i disservizi: le corse annullate, i bus sostitutivi (''che non sono dei pullman, ma i bus di Atac, con ammortizzatori non adeguati a percorrrere strade extraurbane. Sembra di stare sul tagadà). Per ultimo ha sperimentato le battute di arresto cui erano obbligati i convogli prima di ogni passaggio a livello, a causa del mancato adeguamento della linea alle nuove prescrizioni sulla sicurezza. Una odissea

''La notizia dei tagli alle corse – aggiunge – l’ho appresa nei giorni scorsi proprio mentre ero in treno e si parlava con altri viaggiatori. In quel momento ho pensato: se lo fanno davvero sono dei pazzi. E’ come se si fossero seduti intorno a un tavolo e, d'impegno, si siano messi a studiare un modo per causare il maggior danno possibile. A quel punto non ho avuto alternative. Abbiamo una vettura, ma sono una persona che, se può, si sposta sempre con i mezzi pubblici: si parla tanto di ecologia e quindi un po' bisogna sacrificarsi. Ma così quasi ti obbligano a prendere la macchina''.

Intanto, a fianco di Gambinossi si è schierato il Comitato pendolari della Ferrovia Roma Nord che ai prossimi incontri farà in modo di portare all’attenzione delle istituzioni situazioni come questa. Di una cosa il fotografo è sicuro, ''una cosa del genere in Toscana non sarebbe mai successa''. Per di più nel silenzio totale.

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