


VITERBO - Sei stazioni di servizio sono state chiuse con effetto immediato su tutto il territorio comunale di Viterbo a seguito di un’interdittiva antimafia. Il provvedimento è stato disposto con due ordinanze dirigenziali del settore Sviluppo economico di Palazzo dei Priori, al termine di una complessa istruttoria amministrativa intrecciata con provvedimenti antimafia emanati nel nord Italia.
I sigilli hanno interessato due impianti situati lungo la strada statale 675 Umbro Laziale, ai chilometri 62,500 e 61,350, oltre a una stazione in via Vico Squarano, una in strada Sammartinese in località Pietrare, un impianto sulla Tuscanese al chilometro 1,850 e uno in via Luigi Rossi Danielli. Sul rispetto delle ordinanze vigilerà la polizia locale, incaricata di verificare che le pompe restino inattive.
Alla base della chiusura vi è il ripristino dell’efficacia dell’informazione antimafia interdittiva, tornata pienamente valida dopo la sospensione, da parte del Consiglio di Stato, delle sentenze del Tar Lombardia che ne avevano inizialmente disposto l’annullamento. Secondo quanto emerge dagli atti comunali, i trasferimenti di titolarità degli impianti sarebbero avvenuti mentre l’interdittiva era già in vigore, configurandosi come tentativi di elusione delle misure di prevenzione.
Il Comune ha quindi revocato tutte le autorizzazioni amministrative per l’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti, dichiarando inefficaci i passaggi di proprietà e disponendo la decadenza dei titoli abilitativi. Le ordinanze sono state notificate alle società interessate e trasmesse all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, alla polizia locale per i controlli e alla prefettura per gli adempimenti di competenza.