ANNO 9 n° 204
Armi chimiche, sindaco
di Civitavecchia
scrive ai ministri
10/10/2013 - 14:11

VITERBO - Fa discutere la prossima distruzione di armi chimiche nel centro specializzato dell'esercito a Civitavecchia. Un allarme che interessa anche il territorio viterbese, nel Comune di Tarquinia, a pochi chilometri di distanza dalla zona. E dopo le proteste dei tarquiniesi e dei civitavecchiesi, delle associazioni ambientalisti e di altri comitati, ecco che il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei ha scritto una lettera al ministro della Difesa Mauro e a quello dell'Ambiente Orlando, chiedendo approfondimenti sulla vicenda. Ecco il testo integrale della lettera di Tidei.

''Egregio ministro,

apprendo che nel Cetli Nbc (Centro tecnico logistico interforze, nucleare, batteriologico e chimico) del comprensorio militare di Santa Lucia, che insiste sul territorio di Civitavecchia, verrà costruito un “Ossidatore termico” dove verranno bruciate nientemeno che le armi chimiche residuate della Seconda guerra mondiale contenenti iprite, fosgene, arsenico e adamsite.

A detta di articoli di stampa la realizzazione dell’Ossidatore termico è cosa ormai decisa, ma trattandosi di opera coperta da segreto militare, non è stato effettuato nessuno studio pubblico di impatto ambientale e sanitario, dato per altro confermato dalla dottoressa Rossana Cintoli di Arpa Lazio

Faccio inoltre presente che all’interno del Cetli sarebbero ancora presenti migliaia di tonnellate di agenti tossici e 20mila proiettili chimici da neutralizzare.

Inutile sottolineare la mia grande preoccupazione in qualità di Sindaco di una città che già molto deve subire sul piano ambientale e della Salute pubblica dal momento che sul nostro Territorio insite il maggior porto crocieristico del Mediterraneo e il maggior impianto energetico d’Europa.

Si tratta di preoccupazioni che coinvolgono, ovviamente e giustamente, l’intera cittadinanza non solo di Civitavecchia ma di tutte le realtà urbane adiacenti soprattutto perché negli articoli si parla chiaramente di lavori già iniziati di cui il sottoscritto, in qualità di massima rappresentanza Istituzionale non ne è minimamente a conoscenza.

Visti i silenzi e il segreto militare apposto sull'opera sono dunque a chiederLe l’avvio urgente di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) analoga a quella delle installazioni civili, e ad una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) in accordo con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Entrambi i procedimenti prevedono infatti che la popolazione che vive nell’area sia informata dei rischi per la salute e l’ambiente connessi alla realizzazione dell’opera.

Certo di un suo cortese e celere riscontro mi pregio di inviarLe i miei più cordiali saluti.

Pietro Tidei

sindaco di Civitavecchia

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