ANNO 10 n° 23
Il pesticida più venduto nella Tuscia è quello sospettato di causare tumori
Acquistate nel 2019 quasi 43 tonnellate di glifosato. I Comuni di Montefiascone, Gallese, Corchiano, Fabrica lo hanno messo al bando
08/12/2019 - 07:02

VITERBO - E’ il glifosato, l'erbicida al centro di una diatriba internazionale sul suo impiego (in Europa non è ritenuto rischioso per la salute, mentre in America vengono riconosciuti risarcimenti milionari a chi, secondo i tribunali, si è ammalato di tumore usandolo), il fitofarmaco più usato nella Tuscia. Quest’anno ne sono state vendute 42,9 tonnellate. Il suo impiego è riscontrabile da chiunque, anche solo viaggiando in auto, perché lascia sui campi dopo il trattamento un caratteristico colore giallo. In provincia di Viterbo è stato messo al bando nei Comuni di Corchiano, Fabrica di Roma, Montefiascone, Gallese. Non nel capoluogo, dove il sindaco Arena, rispondendo nei mesi scorsi a una interrogazione sull'argomento, ha dichiarato che avrebbe preso provvedimenti solo nel caso di segnalazioni di pericoli legati a questa sostanza da parte della Asl.

Il dato è stato presentato ieri al convegno ''Acqua, un bene essenziale'' organizzato dal Biodistretto delle Forre e della Via Amerina, dall’ingegnere Pietro Paris, responsabile della sezione sostanze pericolose dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). ''Si stima che in provincia di Viterbo siano state vendute quest’anno 300 tonnellate di fitofarmaci. Una quantità a dire il vero non elevatissima se confrontata con quella di altre regione, ma resta il fatto che parliamo di sostanze pericolose. La sostanza più veduta in assoluto è il glifosato. Un monitoraggio delle acque che non tenga conto di queste sostanze è un monitoraggio cieco'', ha detto l'esperto.

Paris ha poi sottolineato un altro aspetto: ''La conoscenza di questi prodotti sta evolvendo continuamente, per cui, ad esempio, una sostanza come il Mancozeb, molto utilizzata in provincia di Viterbo, che a inizio anno era autorizzata, è stata poi classificata come cancerogena e tossica per la riproduzione. E’ successo con altre sostanze nel corso dei mesi. E questo dipende dal fatto che quando un prodotto fitosanitario viene immesso in commercio, non viene controllato subito. Ma prima che arrivi all’agenzia preposta può passare anche molto tempo. E’ successo proprio questa settimana con un insetticida che si usa in provincia di Viterbo, la Cipermetrina, che non ha particolari caratteristiche di pericolosità per l'uomo, ma si è rivelato estremamente pericoloso per l’ambiente acquatico: con un litro si può contaminare un intero lago''.

''Non bisogna fare la guerra ai pesticidi – ha concluso Paris - ma la sostenibilità si fonda su un compromesso molto fragile da tenere in piedi, nonostante l’Unione europea abbia il quadro normativo più avanzato. In totale buona fede, posso affermare che il rischio dei pesticidi è largamente sottostimato''.







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